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LA
LIBERAZIONE ATTRAVERSO L’UDIRE : |
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Capitolo tratto da
“Books of the Dead – Manuals for Living and Dying”, by Stanislav
Grof, |
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Edited
by
THAMES AND
HUDSON, 1994). |
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Particolare di un
disegno realizzato a partire da una seduta di respirazione
olotropica ( morte in Egitto- katia soliani 99 ) |
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Il Libro
Tibetano dei morti [d’ora in poi:LTM],
o Bardo Thödol [d’ora in poi:BT],
è un testo funebre molto più recente del suo corrispondente egizio e
possiede incomparabilmente maggior consistenza interna e coerenza.
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A differenza del Pert em hru
( libro dei morti egizio)
è un testo ben definito e omogeneo, del quale conosciamo l’autore e
la data approssimata della sua redazione. |
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Nonostante abbia la sua base in un materiale orale molto più antico,
fu scritto per la prima volta nell’ottavo secolo a.C. ed è
attribuito al Grande Guru Padmasambhava. |
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Questo
leggendario maestro spirituale ha introdotto il Buddismo nel Tibet
ed ha stabilito i fondamenti del Vajarayana, un insieme di
insegnamenti buddisti e di elementi di una tradizione indigena
ancestrale chiamata Bon, che fu la religione principale del
Tibet prima dell’arrivo di Padmasambhava. |
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Si sa
poco con certezza circa la religione pre-buddista del Tibet;
tuttavia, una delle sue preoccupazioni dominanti sembra essere la
continuità della vita dopo la morte. Essa
possedeva elaborati rituali che avevano come finalità assicurare che
l’anima della persona morta fosse condotta in sicurezza nell’aldilà. Animali
sacrificati, cibi, bevande e vari oggetti preziosi accompagnavano il
morto durante il percorso postumo. I riti funebri erano
particolarmente elaborati quando moriva un re o un nobile. In
queste occasioni, il sacrificio prevedeva l’immolazione di compagnie
umane selezionate, le cerimonie coinvolgevano un grande numero di
sacerdoti e ufficiali di corte e duravano parecchi anni.
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Oltre ad
assicurare la felicità del morto nell’oltretomba, si auspicava che
questi riti influissero beneficamente sul benessere e la fertilità
dei vivi. Aspetti
caratteristici dell’ antica religione tibetana originale erano il
culto agli dei locali, specialmente le divinità guerriere e della
montagna e l’uso di stati di trance per attività oracolari. Il
Bon originale possedeva componenti animici e sciamanici
significativi. |
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Dopo
l’arrivo del Buddismo nel Tibet, entrambi i sistemi religiosi
coesisterono e, malgrado la loro diversa natura, si fertilizzarono
ampiamente a vicenda. |
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Nelle
loro forme estreme, è relativamente facile distinguere il Buddismo
genuino dalla religione Bon; tuttavia, nella pratica, esse
sono così intimamente amalgamate che, nella mente della maggioranza
delle persone, sono state fuse in un unico sistema di verità di
fede. |
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Gli
elementi non buddisti sono particolarmente evidenti nel rito del
sacrificio rituale di persone ai demoni locali, praticato da certi
yogi ascetici .
Il BT è una guida alla morte e al morire, un manuale che aiuta chi è
partito a riconoscere, con l’aiuto di un lama competente, i
vari stadi dello stato intermediario tra la morte e la successiva
rinascita e ad ottenere la liberazione. |
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Gli stati di coscienza associati al processo della morte e della
rinascita appartengono ad una famiglia più ampia di stati intermedi
o bardi: |
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1.Lo stato bardo naturale dell’esistenza intrauterina
2.Il bardo dello stato di sogno
3.Il bardo dell’equilibrio estatico durante la meditazione profonda
4.Il bardo del momento della morte (Chikhai Bardo)
5.Il bardo delle illusioni karmiche che si susseguono alla morte (Chonyid
Bardo)
6.Il bardo del processo inverso, o dell’esistenza samsarica, quando
ci si appresta a cercare la rinascita (Sidpa Bardo). |
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Il LTM fu scritto come una guida per il morire; tuttavia possiede
livelli di significato addizionali. Secondo gli insegnamenti
buddisti, morte e rinascita non avvengono soltanto in connessione
con il decesso biologico e il successivo inizio di un’altra vita,
bensì in ogni momento della nostra esistenza. |
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Gli stati descritti nel BT possono essere sperimentati anche in
stati meditativi durante una pratica spirituale sistematica. Questo
importante testo è, perciò, al tempo stesso, una guida per la morte,
una guida per la vita e una guida per i ricercatori spirituali seri.
Esso è costituito da una serie di istruzioni su sei tipi di
liberazione: liberazione attraverso l’udire, l’indossare, il vedere,
il ricordare, il gustare e il toccare. |
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Le istruzioni circa i diversi tipi di liberazione furono formulate
da Padmasambhava e scritte da sua mogliePadmasanbhava sotterrò questi testi sulle colline Gampo del Tibet
centrale, così come fu fatto con molti altri testi e oggetti sacri,
chiamati termas o “tesori nascosti”.
Egli concesse il potere di scoprirli a venticinque dei
suoi discepoli
principali. |
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I testi del BT furono scoperti più tardi da Karma Lingpa, che
appartenne alla tradizione Nyingma e che si incarnò successivamente
in uno di questi discepoli. Questi testi sono utilizzati, da
secoli, da chi studia con serietà i suoi insegnamenti, come guide
importanti per la liberazione e l’illuminazione. |
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Il BT descrive le esperienze a cui si va incontro al momento della
morte (Chikhai Bardo), durante il periodo in cui si hanno le
visioni archetipiche e le illusioni karmiche che si susseguono alla
morte (Chonyid Bardo) e nel processo in cui si cerca la
rinascita (Sidpa Bardo). |
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Tradizionalmente, questo testo viene cantato dai maestri, o lama,
per un periodo di quarantanove giorni dopo la morte, al fine di
istruire lo spirito del defunto circa ciò che si deve aspettare
nello stato Bardo e come utilizzare le esperienze in vista della
liberazione. |
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CHIKHAI BARDO:
IL BARDO DEL MOMENTO DELLA MORTE |
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Il Chikhai Bardo descrive le esperienze associate al momento
della morte.
Il loro aspetto più caratteristico è una sensazione di perdere il
contatto col mondo famigliare delle polarità e di entrare in un
regno irreale di confusione. |
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In quel momento il mondo logico e ordinato che conosciamo nella vita
di tutti i giorni comincia a dissolversi e si ha una sensazione di
incertezza ; si sta vivendo una illuminazione o si sta diventando
pazzi ? . |
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Il BT tratta questa esperienza annunciando la morte imminente dei
vari elementi corporali. |
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A questo bardo appartengono le esperienze della percezione
modificata del peso corporeo, della densità, delle intense pressioni
fisiche e della progressiva perdita di contatto col mondo fisico. In
questo stadio, qualcuno può rifugiarsi nella mente e tentare di
riaffermare a se stesso che essa funziona ancora. |
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Questo tentativo è descritto come “terra che si immerge nell’acqua”.
Nello stadio seguente, le operazioni della mente cessano di essere
fluide e la circolazione dei pensieri è turbata.
L’unica forma di relazione con il mondo conosciuto è attraverso le
emozioni ;pensando a qualcuno che si ama o che si odia. Le
sensazioni di un freddo viscoso sono sostituite da un calore
rovente. |
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Il BT fa riferimento a questa esperienza come a “acqua che
si immerge nel fuoco”. E allora le emozioni vissute si dissolvono e
l’attenzione si volge lontano dagli oggetti di amore e di odio;
tutto l’essere sembra essersi polverizzato in atomi. |
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Questa esperienza del “fuoco che si immerge nell’acqua” crea uno
stato di apertura verso l’incontro seguente con la luminosità
cosmica. |
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Nell’esatto
momento della morte si può avere una schiacciante visione del
Dharmakaya, o della “Limpida Luce Primordiale della Realtà Pura”. E’
come se tutta l’esistenza, all’improvviso, apparisse nella sua
totalità assoluta, brillando come una luce eterna che sta per
nascere. |
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In questa esperienza,
tutte le dualità sono trascese – agonia e estasi, bene e male,
bellezza e bruttezza, calore ardente e freddo ghiacciante, tutte
coesistono in un tutto apparentemente indifferenziato fuori da ogni
concezione conosciuta di tempo e spazio. |
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In ultima analisi, il Dharmakaya è identico alla coscienza stessa
dell’osservatore, che non nasce ne muore ed è in essenza la Luce
Immutabile. |
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Secondo il BT,
se si riconosce questa verità e l’individuo si preparò , mediante
pratiche sistematiche, per affrontare l’enormità di questa
esperienza, questa situazione gli offre una opportunità unica di
liberazione spirituale istantanea, poiché gli restituisce la sua
individualitò.
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Coloro che si lasciano intimorire e si discostano dal Dharmakaya
avranno un’altra possibilità subito dopo la morte, quando la
“Limpida Luce Secondaria” risplenderà sopra di loro. Se costoro
dovessero perdere anche questa possibilità di dissoluzione completa
delle loro individualità, allora la forza dei loro karma li
attrarrà implacabilmente dentro una complicata sequenza di avventure
spirituali, con un panteon intero di divinità pacifiche e
irate, durante le quali le loro coscienze si troveranno
progressivamente sempre più distanti dalla luce liberatrice, nella
misura che si avvicinano ad un’altra rinascita. Queste sono le
esperienze descritte nel secondo e terzo bardo |
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CHONYID BARDO:
IL BARDO DELL’ESPERIENZA DELLA REALTÀ |
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Nel Chonyid Bardo, le esperienze consistono in successive
visioni di una ricca serie di presenze divine e demoniache che il
defunto incontra lungo il suo cammino, dal momento della morte fino
al momento della ricerca della rinascita.
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Nei primi cinque
giorni di questo bardo, sorgono le gloriose figure delle cinque
Divinità Pacifiche. Sono i Dhyani Budda trascendenti,
o Tathagatas, avvolti in luci brillanti di vari colori -
Vairocana (Budda Supremo ed Eterno), Akshobhya (Budda
Immobile), Ratnasambhava (Budda della Nascita Preziosa),
Amithaba (Budda della Luce Infinita) e Amoghadsiddhi
(Budda del successo infallibile). Essi appaiono assieme ai loro
assistenti, Bodhisattvas maschili e femminili. |
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Al sesto giorno,
tutti i Dhyani Budda sorgono tutto d’un colpo coi loro
assistenti, assieme ai quattro Guardiani dei Portali pacifici, o
irati, con le loro shaktis femminili o dakinis,
assieme ai Budda dei sei lokas, o regni nei quali si può
rinascere; ed assieme, inoltre, ad un notevole numero di figure
divine, per un totale di quarantadue divinità.
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La loro brillantezza è in aperto contrasto con la seduzione delle
luci intorpidenti e illusorie che rappresentano i sei lokas.
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Al settimo giorno,
cinque Divinità Detentrici della Conoscenza sorgono dai regni
paradisiaci con le loro dakinis, innumerevoli eroi ed eroine,
guerrieri celestiali, e divinità protettrici della fede. Splendori
di luci colorate emanano dai loro cuori e competono con la fosca
luce del tiryaloka, il regno degli animali, o brutali
creature subumane. |
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Le emozioni che ci possono attrarre verso i lokas individuali
sono: paura e terrore karmicamnte determinati (devaloka),
rabbia violenta (narakaloka), egotismo (manakaloka),
attaccamento (pretaloka), invidia e gelosia (asuraloka)
; la rinascita nel tiryaloka è descritto nel BT come un
risultato dello “influsso delle illusioni delle tendenze di
qualcuno”. |
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Il periodo tra l’ottavo e il quattordicesimo giorno
è il tempo in cui sorgono le Divinità Colleriche, o Adirate.
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Le figure demoniache che si manifestano tra l’ottavo e il
dodicesimo giorno, terribili quanto possibile, sono invero gli
aspetti oscuri dei Budda trascendentali.
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Al trediceimo giorno,
i Kerimas, gli Otto Collerici e i testa-di-animale
Htamenmas emergono dai profondi regni della psiche.
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Al quattordicesimo
giorno sorge un ricco insieme di divinità, tra le quali le Quattro
Gurdiane dei Portali Femminili, con teste di animali, e altre
poderose dee theriomorfiche e yoguinis. |
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Per i non preparati e non iniziati, le divinità colleriche sono
fonte di terrore e timore. Tuttavia, chi fosse familiarizzato con
queste immagini attraverso lo studio, chi si fosse preparato al
loro incontro mediante una intensa pratica psico-spirituale, sarebbe
atto a riconoscerle e a capire che sono essenzialmente immagini
vuote, proiezioni della sua propria mente.
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Egli le riconoscerebbe sarebbe pronto ad unirsi a loro e ad
attingere lo Stato Buddico . |
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SIDPA BARDO
: IL BARDO DELLA RICERCA DELLA RINASCITA
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Quelli che hanno perso l’occasione della liberazione nei primi due
bardi devono affrontare questo ultimo stadio dello stato
intermediario.
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Dopo essere svenuti a causa della paura nel Chonyid Bardo,
ora si svegliano in una nuova forma - il corpo bardo ( corpo di
sogno). Il corpo bardo differisce da quello grossolano che
conosciamo nella vita di ogni giorno. Esso non è composto di materia
ed ha notevoli qualità. E’ dotato di un potere di movimento libero
e può penetrare attraverso oggetti solidi. |
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Coloro che esistono nella forma del corpo bardo possono apparire e
sparire quando vogliono, viaggiare istantaneamente verso qualsiasi
luogo della terra e perfino raggiungere il Monte Meru, la montagna
cosmica sacra.
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Essi possono mutare di dimensioni e di forma, duplicare la loro
forma, manifestarsi simultaneamente in più di un luogo.. A questo
punto, a qualcuno potrebbe sembrare di essere al comando di
miracolosi poteri cosmici; ma il BT qui da un avvertimento molto
serio a chiunque si permettesse di provare desiderio per queste
forze ed attaccarsi a loro. |
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La qualità delle esperienze,
in questo bardo - il grado di felicità o di miseria, dipende dal
registro karmico della persona in questione. Coloro che hanno
accumulato molto karma cattivo saranno tormentati da eventi
spaventevoli, come demoni divoratori di carne, o rakshasas,
che impugnano armi, terribili bestie predatrici e forze di elementi
furiosi della natura.
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Queste forze possono essere esempio,lo scontro di rocce che si
disintegrano l’una con l’altra, mari che trasbordano per la rabbia,
fuochi crepitanti, crepacci e precipizi funesti. Coloro che invece
hanno accumulato meriti karmici proveranno piaceri deliziosi, mentre
coloro che hanno un karma neutro andranno incontro ad un tedio
incolore e all’indifferenza. |
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Il culmine delle esperienze nel Sidpa Bardo
è la scena del giudizio, durante il quale il Signore e Giudice della
Morte, il cui nome è Yama Raja o Dharma Raja, esamina
le azioni del passato dell’individuo dal punto di vista karmico, con
l’aiuto del suo specchio narratore di storie.
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Egli, allora, assegna la persona, secondo i suoi meriti o demeriti,
a uno dei sei lokas o regni,o reami, nei quali uno può
rinascere - il regno degli dei, degli asuras belligeranti,
degli esseri e bestie subumani, degli umani, dei fantasmi affamati,
o l’inferno. |
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Quando le luci dei sei lokas stanno per sorgere nella persona
che si trova in questo stadio del cammino del bardo, si può fare un
tentativo di chiudere la porta dell’utero e prevenire una
reincarnazione sfavorevole. |
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Il BT suggerisce, a questo fine, varie maniere. Può essere utile
contemplare la divinità tutelare o meditare sulla pura luce; altre
possibilità sono percepire il vuoto essenziale di tutte le
apparizioni samsariche o concentrarsi nella corrente del karma
buono.
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Si possono evitare i sentimenti forti, che si sperimentano in questo
momento, mediante le figure dei futuri genitori percepiti come corpi
nudi in unione sessuale. |
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Coincidendo
con la teoria della moderna psicologia del profondo , queste
emozioni prendono la forma di una attrazione per il genitore di
sesso opposto e ripulsa o rabbia verso la figura del genitore del
proprio sesso. |
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Se tutte le occasioni di liberazione sono andate perse, il defunto
potrà essere condotto irresistibilmente dalle illusioni vissute e la
rinascita avverrà invariabilmente. |
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Con il dovuto orientamento, lo sfortunato individuo ha ancora
un’ultima speranza: col dovuto orientamento, egli, o ella, può
ancora avere qualche influsso sulla scelta dell’utero nel quale
rinascerà.
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In un ambiente appropriato e con aiuto, la nuova vita può offrire
occasioni di una pratica psico-spirituale che offra una preparazione
migliore per il prossimo viaggio attraverso gli stati del Bardo. |
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LA RUOTA TIBETANA DELLA MORTE E DELLA RINASCITA |
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Il Panteon delle Divinità Buddiste Tibetane del BT |
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Molte religioni e culture hanno mitologie elaborate, con vivide
descrizioni di divinità e demoni ed anche complessi scenari di vari
regni archetipici. Ma nessuna di loro possiede una iconografia così
ricca e meticolosa come quella del Buddismo Tibetano. |
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Essa trova la sua espressione nel BT, il quale offre descrizioni
meticolose di un fantastico ventaglio di divinità beate e
colleriche e di altri abitanti dei piani post morte. |
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Sono descritti con meravigliosa precisione nel loro aspetto
generico, le loro caratteristiche specifiche, gli attributi
simbolici e i colori che sono loro associati. |
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Mentre le esperienze della Pura Luce Primaria e Secondaria, che
caratterizzano il Chikhai Bardo rappresentano l’energia
creativa cosmica e la sua natura pura ; e riflettono in modo
completamente amorfo tutto il suo potere di manifestare i regni
infiniti dell’essere, la progressione attraverso i due bardi
restanti, invece, rivela una crescente molteplicità di forme
specifiche.
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Nel Chonyid Bardo, le cinque espressioni primordiali di
questa energia, i Dhyani Buddhas sorgono prima nel
loro aspetto beato e gradatamente evolvono in un meraviglioso
panteon di Divinità Guardiane della Conoscenza, Colleriche,
Guardiane dei Portali, Yoginis dei Quattro Punti Cardinali, e
una ricca serie di altri esseri archetipipici. Contemporaneamente,
brillano le fosche luci di diversi colori, che rappresentano i sei
lokas, i regni nei quali si può rinascere. Il Sidpa Bardo
poi porta in scena il Giudizio, con Dharmaraja e i suoi
ausiliari, e l’intricato paesaggio dei sei lokas e dei suoi
abitanti. |
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Le Divinità Pacifiche del Chonyid Bardo |
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I primi cinque Budda primordiali sono chiamati anche Tathagatas
o Jinas. Tathagata significa, letteralmente,
"colui che viene e va allo stesso modo”
, ossia colui che è diventato uno con l’essenza di ciò che è, e
Jina significa “vittorioso”. |
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Entrambi i termini sono sinonimi del nome Budda, che significa “il
risvegliato”. |
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I cinque Tathagatas sono i cinque modi principali della
natura Buddica, coscienza pienamente sveglia. |
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Essi incorporano cinque qualità di saggezza; tutto ciò che fa parte
dell’esistenza - esseri viventi, luoghi o avvenimenti -
è profondamente connesso con e descritto nei termini di uno dei
cinque.
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Per questo, essi sono anche conosciuti come le cinque famiglie.
Tuttavia, nel mondo samsarico o nello stato della mente di una
persona non illuminata, essi appaiono come cinque veleni o emozioni
confuse.
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Questa situazione è allora rappresentata attraverso i suoi aspetti
collerici. |
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Vairochana
(Il seme che si propaga in avanti ) è il Budda del Regno Centrale.
Egli è bianco e sorge in uno spazio azzurro; l’abbagliante luce
azzurra del Dharmdhatu che si irradia dal suo cuore compete
con la fosca luce bianca del regno degli dei (devaloka).
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Seduto su un trono di leone e abbracciato dalla Madre dello Spazio
del Paradiso, egli stringe nella mano una ruota con otto raggi,
simbolo della trascendenza del tempo e della direzione.
Vairochana è rappresentato frequentemente con quattro volti, che
percepiscono contemporaneamente tutte le direzioni, ciò esprime
apertura completa della coscienza e visione panoramica
decentralizzata.
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Egli rappresenta la saggezza del dharmadhatu, lo spazio illimitato
che tutto penetra, dove tutto esiste come veramente è .
Essendo egli la figura originale e centrale, la sua famiglia è
conosciuta come la famiglia Budda o famiglia Tathagata;
questi nomi rappresentano la realtà assoluta , l’opposto
dell’ignoranza.
Nel suo aspetto negativo, egli simbolizza il veleno della
confusione, o l’ignoranza basica dalla quale tutti gli altri
difetti mentali o veleni si evolvono. |
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Amitabha
(il Budda della Luce Infinita) è il Budda del Regno Occidentale
della Felicità, Il Paradiso Ocidentale, o Sukhavati. Egli è
rosso e irradia dal suo cuore la luce rossa brillante della saggezza
che tutto discrimina; qui, l’alternativa è la fosca luce rossa del
regno dei fantasmi affamati (pretaloka). Amitabha è
seduto su un trono di pavone, ha in mano un loto ed è abbracciato
dalla sua Shakti Pandaravasini, la Vestita di Bianco. Il
pavone e il loto simbolizzano la purezza, l’apertura e
l’accettazione. |
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I Boddhisattvas di Amitabha sono
Avalokiteshvara, l’intelligenza definitiva della compassione,
Manjushri, che rappresenta la comunicazione della compassione
attraverso il suono, Gita, la dea del suono, e la
portatrice-della-torcia Aloka. Amitabha comanda la
famiglia Padma caratterizzata dalla compassione e dalla
saggezza discriminante. Il veleno è l’indulgenza nelle passioni
ordinarie e l’attaccamento agli aspetti piacevoli del mondo
materiale. |
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Akshobhya
(il Budda Immobile) o Vajrasattva (l’Essere di puro
Diamante) è il Budda del Regno Orientale della Felicità
Pre-Eminente. |
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Egli è azzurro e la brillante luce bianca della saggezza specchiata
che irradia dal suo cuore compete con la fosca luce fumosa del regno
dell’Inferno (narakaloka).
Abbracciato dalla sua Shakti Budda-Lokana, la Budda
Occhio, egli riposa su un trono di elefante e stringe nella mano una
Vajra con cinque denti o raggi |
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Gli assistenti che lo accompagnano sono i Boddhidattas
Kshitigarbha, l’Essenza della Terra, e Maitreya,
l’Amoroso, e anche due Boddisattvas femminili, Lasya,
la dea della danza, e Pushpa, la dea dei fiori. |
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Akshobhya
è il sovrano della famiglia Vajra che rappresenta la saggezza
trascendentale profonda che tutto riflette chiaramente e senza
giudizio critico. Il veleno corrispondente è l’aggressione o l’odio. |
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Ratnasambhava
( Nato da Un Gioiello) è il Budda del Regno Meridionale Dotato di
Gloria. Egli è giallo e irradia una brillante luce di equanimità e
non-discriminazione, la ricchezza e la maestà che possono far sì che
qualcuno scelga la concorrente luce giallo-azzurrina e fosca del
regno umano (manakaloka). |
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Seduto su un trono di cavallo, Ratnasambhava tiene in mano il
gioiello realizzatore dei desideri. Il suo colore giallo rappresenta
la fertilità, la prosperità e la ricchezza della Terra; la sua
consorte Mamaki rappresenta l’acqua, un elemento
indispensabile alla fertilità. I due Boddhisatvas maschili
che li accompagnano sono Akashagarbha, o l’Essenza dello
Spazio, e Samantabhadra , il Tutto-Buono, e le loro
controparti femminili sono Mala, rappresentando gioielli e
adorni preziosi di tutti i tipi, e Dnupa, la dea
dell’olfatto, del profumo e dell’aria fresca. Ratnasambhava
presiede la famiglia Ratna, che è caratterizzata dalla
saggezza della luce non-discriminante dell’equanimità e
dell’uguaglianza. Il loro veleno specifico è l’orgoglio.
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Amogha-Siddhi
(il Budda della Magia Infallibile) è il Budda del Regno
Settentrionale delle Realizzazioni Ben Succedute delle Migliori
Azioni. Egli è verde ed emana dal suo cuore una radiante luce verde
che compete con la fosca luce verde del regno dei guerrieri divini (asuraloka).
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Sta seduto su un sedile di shenh-sheng, una specie di arpia o
Garuda, un uccello archetipico che è musicista e simbolo di
realizzazione; esso può volare e percorrere tutto lo spazio.
Amogha-Siddhi è abbracciato dalla sua consorte, Samaya-Tara,
la Salvatrice del Mondo Sacro, e la vajra incrociata dai
molti colori che ha in mano simbolizza l’area di tutte le attività
percepite in tutte le direzioni, un tipo di realizzazione e
completamento panoramici. Qui incontriamo i Boddhisattvas
Vajrapani, o Colui che porta la Vajra, che simbolizza
enorme energia, e Sarvanivarana-viskambhin, il Purificatore
di Tutti gli Ostacoli, e anche le loro controparti femminili,
Gandha, la dea del profumo, e Naivedya, che fornisce
alimento per la meditazione. Amogha-Siddhi presiede la
famiglia Karma associata alle azioni sagge, all’efficienza e
alla realizzazione. Il veleno caratteristico è l’invidia. |
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I cinque Tathagatas sorgono individualmente nei primi cinque
giorni consecutivi del Bardo Chonyid. |
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Nel sesto giorno,
tutti questi cinque Budda primordiali si manifestano assieme. |
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Se uno non è preparato a questa esperienza, questo fatto lo porta ad
uno stato di perplessità, smarrimento ,giacché i cinque
Tathagatas, riempiono tutto lo spazio, in tutte le direzioni,
non c’è via d’uscita, dal momento che anche i quattro portoni sono
custoditi dai Guardiani dei Portali : Vijaya , Il Vittorioso
(Est), Yamantaka , Il Distruggitore del Signore della Morte
(Sud), Hayagriva, Il Re Testa di Cavallo (Ovest), e
Amritakundali, o la Spirale del Nettare dell’Immortalità (Nord),
tutti con le loro Shaktis.
Inoltre ci sono i Budda dei sei lokas ed altre figure, per un
totale di quarantadue divinità.
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Le Divinità Guardiane della Conoscenza del Chonyid Bardo |
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Nel settimo giorno,
con lo svilupparsi delle immagini del Chonyid Bardo, i
Vidyadharas, o Divinità Detentrici della Conoscenza, fanno la
loro apparizione. |
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Le divinità del BT hanno una connessione specifica con i centri di
energia psichica o chakras. Le divinità pacifiche sono
associate al chakra del cuore e le divinità irate che le
seguono sono associate a quello della fronte; i Detentori della
Conoscenza rappresentano il loro legame mediato dalla parola e,
quindi, sono connessi al chakra della gola. |
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Essi non sono ne pacifici, ne irati, bensì intermediatori, sono
imponenti, impressionanti e schiacciantemente irresistibili.
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Al momento della loro apparizione, la luce verde del regno animale (tiryakaloka)
si manifesta simbolizzando l’ignoranza.
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Tutti i Vidyadharas ballano mentre compiono riti affascinanti
e tengono in mano lunghi pugnali e crani pieni di sangue; il
significato esoterico del cranio pieno di sangue è la rinuncia alla
vita umana e al mondo del samsara.
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Nel centro del suo cerchio sta il Loto del Signore della Danza, il
Supremo Detentore della Conoscenza Che Matura il Frutto Karmico, in
un alone di colori radianti d’arcobaleno, abbracciato dalla sua
Dakini Rossa . |
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A est c’è la divinità chiamata Detentore della Conoscenza
Terra-Permanente, di colore bianco e abbracciato dalla Dakini
Bianca. |
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Al sud c’è il sorridente e raggiante Detentore della Conoscenza,
chiamato Colui che Ha Potere Sulla Durata della Vita, di colore
giallo e con la Dakini Gialla. |
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La divinità che sta ad ovest è il Detentore della Conoscenza del
Grande Simbolo, rosso, sorridente e raggiante, e abbracciato dalla
Dakini Rossa. |
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E finalmente,al nord, c’è il Detentore della Conoscenza
Auto-Evoluta, di colore verde, con sembianze metà furiose e metà
sorridenti, abbracciato dalla Dakini Verde. |
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I Detentori della Conoscenza sono attorniati da innumerevoli
dakinis di vario tipo,eroi, eroine, guerrieri celestiali e
divinità protettrici della fede.
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Utilizzando tamburi, trombette fatte con femori, tamburelli fatti
con crani, coperte e bandiere fatte di pelle umana, essi producono
suoni spaventevoli che fanno sì che tutto il mondo vibri, si scuota
e tremi. Mantras che inducono allo spavento si alternano a
grida agghiaccianti: “Uccidere! Uccidere!” |
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Le Divinità Irate del Chonyid Bardo |
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Dall’ottavo al dodicesimo giorno,
i Tathagats appaiono nel loro aspetto demoniaco, orribili e
spaventosi, come herukas, e con le loro consorti. Essi hanno
tre teste, sei braccia e quattro piedi e rappresentano la qualità
illimitata e senza restrizioni dell’energia delle famiglie Buddiche.
L’energia basica di tutti i Collerici Herukas è concentrata
nel Grande Glorioso Heruka marrone scuro; egli è l’apetto
orribile de Vairochana.
Vajra-Heruka
è blu scuro ed è la forma collerica di Vajra-Sattva (Akshobhya).
L’apetto orribile di Ratnasambhava è il Ratna-Heruka
giallo, mentre la controparte scura del Budda Amitabha è
Padma-Heruka, nero rossiccio, e quella di Amogha-Siddhi è
il Karma-Heruka, verde scuro. |
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Nel tredicesimo giorno
si manifestano i Kerima, gli Otto Collerici, e le
Htamenmas, spaventose divinità zoomorfiche; esse hanno le teste
di vari animali - leone, tigre, volpe nera, lupo, avvoltoio,
uccello rosso del cimitero, corvo e civetta. |
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Nel quattordicesimo giorno,
le visioni del Chonyid Bardo finiscono con una ricca serie di
divinità, tra le quali le Quattro Guardiane Femminili dei Portali,
con teste di animali, ed altre poderose divinità zoomorfiche e
Yoginis.
Se tutte le opportunità di liberazione, nei primi due Bardi, sono
andate perse, il processo si muove verso il Sidpa Bardo, o Il
Bardo della Ricerca della Rinascita, con le sue specifiche
difficoltà. |
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Sidpa Bardo:
Il Giudizio e i Sei Regni dell’Esistenza |
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Un tema centrale, nel processo di ricerca della rinascita del
Sidpa Bardo, è la scena del giudizio che culmina con la
destinazione ad uno dei sei regni, o lokas. Il Re e Il
Giudice della Morte è una divinità chiamata Dharma Raja (Re
della Legge), o Yama Raja (Re della Morte); egli rappresenta
l’aspetto collerico di Chenrazee, il Protettore Nazionale del
Tibet. |
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La sua testa, il suo corpo, il suo padiglione e la sua corte sono
adornati con crani umani, teste e pelli.
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Sotto i suoi piedi egli schiaccia Mara, figura simbolica di
maya, la natura illusoria dell’esistenza umana. Egli giudica
la morte impugnando nella mano destra una spada, simbolo del potere
spirituale, e nella mano sinistra lo Specchio del Karma, nel quale
sono riflesse tutte le buone e le cattive azioni da giudicare.A fianco della bilancia, assistite da Shinje, una divinità
con la testa di scimmia, ci sono due figure - Il Piccolo Dio
Bianco, con un sacco di pietre bianche, e Il Piccolo Dio Nero, con
un sacco di pietre nere. |
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Eseguendo le istruzioni di Yama Raja essi pongono sulla
bilancia sassi bianchi o neri, a seconda dei meriti o demeriti
karmici del giudicato. |
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Un consiglio di divinità, sedute nella Corte del Giudizio, molte
delle quali con teste di animali, assicurano l’imparzialità della
giustizia e la legalità del processo. A seconda del risultato della
pesata, i morti sono destinati a uno dei sei regni dell’esistenza.
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Per la psicologia Buddista Tibetana, tutto questo processo non è
limitato al tempo della morte biologica, ma si applica ugualmente
anche alle profonde trasformazioni che occorrono durante la pratica
spirituale.
E’ questa la parte del BT che più assomiglia agli eventi descritti
nel Libro della Morte Egiziano ed anche ai testi escatologici di
altre culture. |
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Il Regno dell’Inferno (narakaloka) è un luogo dove si
è esposti a torture estreme, ognuna delle quali rappresenta in
ultima analisi le forze che agiscono nella nostra stessa psiche. Qui
ci sono gli Otto Inferni Caldi, dove campi e montagne sono fatti di
metallo caldo incandescente, fiumi sono trasformati in ferro fuso e
lo spazio claustrofobico è riempito di fuoco. |
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L’opposto avviene negli Otto Inferni Freddi, regioni di freddo
estremo, dove tutto è congelato e coperto da ghiaccio e neve. Negli
inferni caldi ci sono quelli che hanno commesso atti di empietà
motivati da rabbia violenta, mentre gli atti risultanti da egoismo e
orgoglio portano agli inferni freddi. Forme addizionali di tortura
sono: tagliare o segare a pezzi, strangolare con funi, forare con
spine e sottoporre a compressioni laceranti. |
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Questo è l’Inferno Avitchi, dove coloro che usano la magia
per distruggere i loro nemici, o coloro che deliberatamente sono
stati negligenti nell’osservanza dei voti Tantrici, soffrono torture
durante tempi quasi interminabili. |
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Il Regno dei fantasmi Affamati (pretaloka) è abitato
dai
Pretas, lamentevoli creature che hanno un insaziabile appetito.
Essi hanno enormi stomaci distesi a domandare di essere soddisfatti,
ma i loro colli sono piccoli come punte di spilli, cosi che essi
non possono mai saziarsi. In questo regno, c’è una tremenda
ansia di ricchezza, desiderio di potere e possesso. Tuttavia, anche
se si riuscisse ad esaudire i propri desideri e a possederne i
frutti, si sarebbe incapaci di goderne. |
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Questo fa sì che ci si senta ancora più affamati, delusi e
bisognosi. Per di più, la soddisfazione non dura e dopo una fugace
esperienza di piacere, ritorna un’altra ricerca che non ha fine.
Questa è la sofferenza associata alla cupidigia. |
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Il Regno Animale (tiryakaloka) è caratterizzato da un
modo di vita ottusa; è pura sopravvivenza, a un livello semplice,
dove un senso di sicurezza si alterna a momenti di paura. Tutto ciò
che è fuori dalle anitudini o è imprevisto è minaccioso e
diventa fonte di confusione e paranoia. Tra l’altro, il regno
animale è privo di humor. Gli animali possono sperimentare piacere e
dolore, ma il senso dell’humor e l’ironia non esistono nelle loro
vite. |
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per
gentilie concessione del dot. Grof Stanislav |
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Traduzione dal portoghese all’italiano a cura di Alberto
Fontana - Revisione testo a cura di Katia
Soliani |
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| Particolare di un disegno
realizzato a partire da una seduta di respirazione olotropica |
| ( Yamantaka - katia soliani 1999
) |
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