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 "Stati Olotropici" Tecniche e strategie terapeutiche per le emergenze spirituali

Stati Olotropici di Coscienza e Notizie sulla pratica

Nigredo,Albedo,Rubedo di katia soliani

Gli stati non ordinari di coscienza rendono possibile al materiale inconscio
dotato di una forte carica emotiva di emergere alla coscienza.
Questo processo è un'espressione dì un potenziale spontaneamente
terapeutico e deve essere sostenuto.
Così stando le cose, i sintomi emotivi e psicosomatici non sono problemi da
combattersi, ma indicazioni di uno sforzo verso la guarigione da parte
dell'organismo, che va sostenuto, incoraggiato e guidato alla sua conclusione.
Come terapeuti, dobbiamo spiegare questa filosofia di base a chi ricorre
al nostro aiuto e assicurarci che questo approccio venga compreso e accettato
prima di procedere oltre.

" Kundalini " di Katia Soliani

 
Il passo successivo consiste nel fornire un ambiente sano in cui le persone con cui lavoriamo
non siano disturbate e dove non ci si debba preoccupare se si importuna qualcuno producendo rumore.

Così, se il processo è molto intenso, tutto quello che dobbiamo fare, dopo aver stabilito certe regole
riguardanti i comportamenti distruttivi ed autodistruttivi, è incoraggiare l'interessato a lasciare che il
processo faccia il suo corso e a collaborare con quanto avviene.

Nei casi particolarmente intensi, veri e propri 'casi di emergenza', oppure quando la crisi di trasformazione è giunta a un vicolo cieco, in psicoterapia è spesso necessario o appropriato adottare un approccio che attivi l'inconscio, per esempio una combinazione di varie terapie esperienziali sviluppate nel contesto della psicologia umanistica e transpersonale, e qualche forma di lavoro sul corpo.
Noi usiamo a questo scopo la respirazione olotropica.
In origine avevamo sviluppato questa tecnica per favorire l'auto-esplorazione, ma l'abbiamo trovata molto utile anche in varie situazioni legate all'emergenza spirituale.
Ci soffermeremo più a lungo sulla tecnica della respirazione olotropica, perché risulta molto importante per lo sviluppo spirituale.
Questo metodo può facilitare delle potenti esperienze trasformative e può accelerare e approfondire
un'emergenza spirituale già in corso.  Inoltre le strategie terapeutiche di base usate sono identiche a quelle risultate più adatte nei casi di una crisi psicospirituale.
Cosi  per coloro che vogliono praticare la respirazione olotropica, e associano l'esperienza personale di respirazione al lavoro  con altri, questa tecnica costituisce un addestramento efficace per i terapeuti che intendono lavorare nel campo delle emergenze spirituali.
Infine, questa tecnica può essere usata in una crisi di  trasformazione come un mezzo molto efficace per superare una situazione di stallo o per approfondire e accelerare il processo.
Chi desideri delle informazioni più specifiche viene rimandato a "S. Grof, The Adventure of Self-Discovery:
Dimensions of Consciousness & New Perspectives in Psychotherapy & Inner Exploration (SUNY Series in
Transpersonal & Humanistic Psychology), Albany, NY, U.S.A.: State University of New York Pres
Con il termine olotropico indichiamo due elementi diversi: la tecnica terapeutica che abbiamo sviluppato e
la modalità di coscienza da essa indotta.
Nel primo caso il termine suggerisce che l'obiettivo della terapia consiste nel superare la frammentazione
interiore e il senso di separazione tra l'individuo e l'ambiente. Nella lingua inglese, la relazione tra i termini 'totalità' e 'guarigione' si riflette nel fatto che i termini wholeness 'totalità' e healing, 'guarigione' hanno la stessa radice.
Nella preparazione introduttiva alla pratica della respirazione  olotropica  parliamo dei tipi di esperienze che possono emergere durante il processo.                                                                                                                Questo è importante, poiché l'occidentale medio ignora praticamente tutto sugli stati alterati di coscienza ed è vittima dì molti pregiudizi nei confronti di certe esperienze che presentano un maggiore potenziale terapeutico .
Se il lavoro con la respirazione olotropica utilizza una cartografia della psiche più estesa, i partecipanti dispongono già a priori di una struttura concettuale all’interno della quale la maggior parte delle esperienze altrimenti considerate “spettacolari” vengono considerate come normali componenti della psiche umana.
Noi cerchiamo di trasmettere chiaramente il messaggio che fenomeni come le sequenze di morte rinascita, visioni archetipiche, le esperienze relative a incarnazioni precedenti, gli stati di unione cosmica sono assolutamente normali e non indicano affatto la presenza di una patologia., ( sequenze biografiche, perinatali, transpersonali )
Solitamente facciamo notare che tali esperienze si verificano regolarmente durante le pratiche di auto-esplorazione e che  molte persone le hanno vissute.
Lo scopo di questa parte della preparazione è rassicurare i partecipanti ad  accettare con fiducia i contenuti, che emergono dal profondo della loro psiche. quali  essi siano, l’incoraggiamento, il sostegno verbale,la depatologizzazione  delle esperienze spirituali , la convalida e accettazione delle esperienze,  Garantendo  il supporto e l'area di sicurezza nella quale il processo si svolgerà
Questo messaggio è estremamente importante per le persone che vivono una crisi di trasformazione  spontanea.
La maggior parte delle difficoltà di questi stati nasce dalla resistenza al processo e dalla incapacità (o resistenza) a collaborare con il suo potenziale trasformativo-curativo.
Analizziamo inoltre la tecnica della respirazione olotropica, le varie forme di lavoro sul corpo e le regole di base della procedura.
Quando si lavora con un gruppo, situazione che preferiamo, una metà fa la respirazione e l'altra metà fa da
assistente, garantendo la sicurezza dell'ambiente e sostenendo quando è necessario.
I partecipanti formano delle coppie e si distribuiscono i ruoli, che poi si scambieranno.
Naturalmente coloro che stanno attraversando una fase acuta del processo non possono, momentaneamente,fornire il loro appoggio.
Dopo questa introduzione, incomincia la seduta olotropica vera e propria.  I membri del gruppo a cui tocca
il lavoro sulla respirazione si stendono su un materasso e vengono guidati ad un breve esercizio di rilassamento che concentra la loro attenzione sul corpo, la mente e il respiro.
Diciamo loro che è essenziale sospendere il giudizio analitico e permettere l'emergere di immagini, emozioni e sensazioni fisiche, lasciando andare ogni forma di censura e inibizione.                                                          Quando hanno raggiunto il rilassamento, suggeriamo loro di aumentare il ritmo respiratorio ed aprirsi al
flusso della musica che viene suonata durante tutta la seduta. 
La reazione a questa associazione di respirazione accelerata, musica, attenzione introspettiva varia da
persona a persona.
Dopo un periodo che va da quindici minuti a mezz'ora, la maggior parte dei partecipanti mostra una forte risposta attiva.
Alcuni sperimentano un accumulo di intense emozioni, come tristezza, gioia, paura , eccitazione sessuale, ecc..
Altri avvertono un forte aumento della tensione corporea e possono esprimerla con tremiti, crampi,
movimenti pelvici, gesti drammatici delle mani e delle braccia.
Molto spesso, le visioni e i ricordi che accompagnano l'esperienza aiutano a identificare la fonte dei
sentimenti e delle sensazioni.
Capita che qualcuno interiorizzi l'esperienza e manifesti poco o niente all'esterno.
Questo non indica necessariamente un'assenza di attività e reazioni.  Abbiamo assistito a molti casi di
profonda trasformazione senza la minima manifestazione esterna di emozioni o di  moto corporeo.
In ogni gruppo vi sono sempre molti che reagiscono con un profondo rilassamento seguito da un'esperienza
luminosa, in cui perdono il senso dei limiti tra loro e il mondo esterno; costoro vivono una profonda esperienza di
unione mistica senza passare in precedenza attraverso tensioni e conflitti.
Questa esperienza intensa ma pacifica contrasta con le descrizioni degli effetti della respirazione accelerata che si trovano generalmente nei trattati di medicina.
Secondo un'opinione molto diffusa, la respirazione accelerata produce degli spasmi drammatici delle mani e dei piedi; è quella che viene chiamata la sindrome da iperventilazione, considerata come la comune risposta fisiologica all'intensificazione del ritmo respiratorio ed attribuita al cambiamento dei livelli di ioni di calcio nel sangue.
Le nostre osservazioni suggeriscono una spiegazione molto diversa. Sembra che lo stato non ordinario di
coscienza indotto dalla respirazione olotropica sia associato a cambiamenti biochimici nel cervello che permettono ai contenuti inconsci di affiorare, di essere sperimentati coscientemente e, se necessario, di essere espressi
fisicamente.
Nel corpo e nella psiche noi portiamo la traccia di vari eventi traumatici che non abbiamo del tutto assimilato a livello psicologico.
La respirazione olotropica li rende accessibili, in modo che possiamo sperimentarli completamente
riconoscendo le emozioni ad essi associati.  Le tensioni ,il dolore  fisico che si presenta in certe persone durante la respirazione accelerata fanno parte del materiale che affiora e non sono una semplice risposta alla respirazione.
Tali manifestazioni tendono a scomparire quando i vecchi traumi sono superati.  La respirazione olotropica
rappresenta dunque una procedura estremamente efficace per ridurre lo stress e la tensione.                   
Le risposte di persone diverse ,alla stessa situazione variano, coprendo un'ampia gamma di manifestazioni fisiche e, naturalmente, una gamma ancora più vasta di contenuti psicologici: problemi personali irrisolti, sequenze
perinatali di morte e rinascita, tematiche transpersonali, ricordi di vite precedenti, motivi mitologici o sentimenti di unione cosmica.
Sotto questo aspetto le sedute olotropiche assomigliano sequenze di emergenze spirituali, anche se, naturalmente, in quest'ultimo caso la psiche non è stimolata intenzionalmente, ma da fattori sconosciuti.
L'attivazione della psiche per mezzo della respirazione accelerata sembra mettere in moto dei processi di
guarigione spontanea diretti da una profonda saggezza dell'organismo.
Che noi lo comprendiamo o no sul momento, le esperienze che emergono sono espressioni di questo potenziale
risanatore. Per tale ragione, l'atteggiamento mentale ottimale durante il processo olotropico è un atteggiamento di apertura, di ricettività, di disponibilità a sperimentare con completa fiducia tutto ciò che emerge dall'inconscio o dal superconscio.
Questo arrendersi e abbandonarsi è una posizione mentale più caratteristica delle discipline orientali che delle terapie occidentali, nelle quali l'obiettivo consiste nel lavorare su un argomen to specifico e cambiarlo nella direzione voluta.
Nella terapia olotropica (e durante un episodio di emergenza spirituale) la strategia più utile è una piena
consapevolezza, un'esperienza totale di quanto affiora alla coscienza e un abbandono a tale esperienza.
Quali che siano la natura e il contenuto specifico della seduta olotropica, il processo segue una traiettoria caratteristica. L'intensità delle esperienze aumenta gradualmente fino a raggiungere un punto culminante, in cui, coloro che sono alle prese con un problema avvertono la sensazione che sia vicina una soluzione, una svolta.
Dal buio passano alla luce, le tensioni e le sofferenze scompaiono, le emozioni penose sono sostituite da
un senso di pace e di gioia. Il resto della seduta viene passato in una meditazione silenziosa, mentre si ritorna alla
coscienza ordinaria.
Alla fine della seduta, solitamente ci si sente completamente rilassati e in pace con se stessi. Spesso abbiamo udito commenti come: «Non sono mai stato così rilassato » e: «Non mi sono mai sentito così bene».
In alcuni questo senso di benessere è più profondo: essi provano serenità e tranquillità, hanno delle visioni
di una luce radiosa, si sentono uniti agli altri, alla natura e all'universo. Queste esperienze di unione cosmica sono
estremamente risanatrici e possono avere degli effetti benefici duraturi.
Molte persone durante le sedute olotropiche riescono a risolvere felicemente i problemi attraverso la sola
respirazione e portano a termine la seduta senza bisogno di interventi esterni da parte nostra.
Talvolta invece resta un senso di disagio, fisico o psichico, ira, tensione nel collo e nelle spalle, tristezza, un senso di oppressione nel petto, un eccesso di energia nelle braccia e nelle mani. Questi problemi indicano che la persona non ha ancora portato del tutto a termine l'esperienza.
In questi casi noi usiamo una tecnica che chiamiamo 'lavoro focalizzato' sul corpo, il cui scopo principale
è portare completamente alla coscienza il problema che è alla base del sintomo. A questo scopo è necessario uno
sforzo combinato della persona interessata e di chi l'assiste.  Mentre la persona in processo accentua
intenzionalmente il disagio accelerando ancora di più la respirazione, noi contribuiamo dall'esterno,  con un massaggio o una pressione.
La strategia principale in questo stadio consiste nel fare in modo che tutto il corpo partecipi pienamente
alla situazione.
Il processo troverà da solo il modo più efficace per giungere alla liberazione delle tensioni.
Dato però che alla base del disagio ci può essere un problema biografico, o relativo alla nascita biologica, o un elemento transpersonale, le manifestazioni esterne possono coprire una gamma davvero ampia.
Spesso assistiamo a tremiti intensi, movimenti bizzarri, smorfie, gesti strani, perfino comportamenti propri di un animale, come strisciare, nuotare, aggredire, liberazione emotiva forte di  rabbia o pianto.. ...
Oppure vengono emessi suoni, urla, pianti, discorsi in una lingua straniera, balbettamenti,
suoni animaleschi, canti sciamanici.
Importante è fidarsi del processo, dato che queste strane manifestazioni possono spesso portare a una soluzione imprevista di difficili problemi emotivi e psicosomatici; è importante continuare questo lavoro finché si sia giunti a un compimento completo e soddisfacente.
La tecnica della respirazione olotropica è estremamente semplice in confronto alle forme tradizionali di
psicoterapia verbale, che si basano in gran parte sul fatto che il terapeuta comprenda il processo, dia delle
interpretazioni corrette e al momento opportuno, lavori sul transfert, cercando di sbrogliare le distorsioni nel rapporto tra il paziente e il terapeuta, causate dal materiale inconscio che va emergendo.
La respirazione olotropica, inoltre, ha un carattere assai meno tecnico di gran parte dei nuovi metodi esperienziali, come la terapia della Gestalt, il rolfing e la bioenergetica. Semplicemente noi utilizziamo le forze guaritrici spontanee che diventano accessibili durante gli stati non ordinari di coscienza e la loro saggezza intrinseca.
L'efficacia del terapeuta olotropico ( process facilitator ) non dipende da una profonda comprensione
intellettuale del processo terapeutico, comprensione sempre molto problematica, dato che le coordinate
teoriche variano da una scuola all'altra.
L'efficacia del terapeuta olotropico sta nella sua capacità di incoraggiare incondizionatamente e sostenere
un processo esperienziale a volte drammatico in un'altra persona, anche se esso implica emozioni molto forti, sintomi fisici insoliti ed esperienze che non sono facilmente comprensibili. Qualità  empatiche di osservazione ,ascolto e profonda fiducia, che necessariamente il facilitatore deve  aver acquisito durante il proprio trainig di formazione  lo guidano a mettersi al servizio del reale bisogno dell'altro.
La respirazione olotropica non dà una particolare importanza a brillanti intuizioni e interpretazioni o a determinate manipolazioni e interventi fisici. Il lavoro sul corpo focalizzato segue l'energia e facilita la liberazione là dove essa tende ad avvenire in modo naturale. Questa strategia si rivela anche estremamente utile nelle situazioni di emergenza spirituale.
Questa capacità di essere presente per un altro, di rimanere imperturbato quale che sia la forma assunta
dal processo, di credere nella saggezza insita nelle forze guaritrici dell'organismo e di sostenere quello che
avviene, qualsiasi cosa sia, senza giudicare e talvolta perfino senza comprenderlo del tutto intellettualmente, è la
chiave di un buon lavoro olotropico.
Tale capacità può venire solo da un'ampia esperienza degli stati non ordinari di coscienza in se stessi e
negli altri. Ecco perché la preparazione dei terapeuti olotropici per i casi di emergenza spirituale prevede sempre sia il lavoro faccia a faccia con gli altri, che il lavoro di gruppo, un'autoindagine sistematica svolta in sedute olotropiche personali,e una psicoterapia individuale..
Il termine terapeuta viene usato nel lavoro olotropico nel suo significato originale greco:'colui che assiste durante un processo di guarigione '.
Lo stato non ordinario di coscienza ha la notevole capacità di selezionare e portare alla coscienza dei contenuti inconsci che hanno una potente carica emotiva e sono quindi psicologicamente importanti. ma nel corso dell'esperienza, essi perdono il loro precedente potere di disturbare il benessere emotivo e fisico.
Guarire in queste circostanze è un fenomeno spontaneo ed elementare; pertanto il terapeuta non è
strumentale nel processo terapeutico, ma è solo un compagno d'avventura ricco di comprensione, che coopera
intelligentemente con le forze naturali di guarigione.
Nelle terapie tradizionali, il paziente generalmente svolge solo un ruolo passivo e conta unicamente sulla
preparazione e sulle capacità del terapeuta. La comprensione dei problemi e del processo terapeutico da
parte del terapeuta viene considerata molto superiore a quella dell'interessato.
La natura generale delle difficoltà è più o meno teoricamente chiara al terapeuta in base al tipo di
presupposti della scuola a cui appartiene.
Tocca all'interessato stare al passo, emotivamente e intellettualmente, nel corso della terapia, con tale
comprensione teorica.
Spesso i terapeuti non si rendono bene conto di quanto sia in realtà limitata la cosiddetta comprensione;
le interpretazioni variano considerevolmente da scuola a scuola e da terapeuta a terapeuta e la mancanza di
accordo in questo campo è veramente sorprendente.
Nel modello olotropico, chi vive l'esperienza viene considerato come la vera fonte della guarigione
e incoraggiato a rendersene conto e a sviluppare un senso di padronanza e indipendenza. Per quanto riguarda
la comprensione generale del processo, sono di primaria importanza vari fattori, come le conoscenze teoriche
del terapeuta, il suo addestramento specifico, l'aver fatto delle sedute olotropiche personali, l'aver lavorato
con un gran numero di persone in condizioni analoghe.
Tuttavia, per quanto riguarda la comprensione del problema specifico implicato, il diretto interessato è
sotto molti aspetti più avanti del terapeuta. In un certo senso, egli è in ultima analisi l'unico esperto,
in virtù del suo accesso immediato al processo esperienziale, che è quello che fornisce gli indizi e i suggerimenti ;  E'il diretto interessato che scopre le radici profonde dei sintomi, che affronta il materiale inconscio alla base,      che lo elabora e riferisce al terapeuta le sue osservazioni e intuizioni.
Le nostre esperienze con la respirazione olotropica hanno convalidato il concetto di emergenza spirituale
tanto da un punto di vista teorico che pratico.
Esse hanno confermato che i fenomeni che si verificano spontaneamente nel corso delle crisi di trasformazione appartengono normalmente alla psiche umana e non sono prodotti artificiali di qualche strano processo patologico.
Lo spettro delle esperienze Olotropiche è praticamente identico a quello delle emergenze spirituali; il fatto che un mezzo tanto semplice come l'accelerazione del réspiro possa indurre tali esperienze toglie a queste gran parte della loro apparenza patologica.
Indirettamente, il potenziale terapeutico e trasformativo della respirazione olotropica è in pieno accordo
con la supposizione che lo stesso valga per la maggior parte delle emergenze spirituali.
Molte altre tecniche terapeutiche possono risultare valide in forme e in stadi diversi di un'emergenza spirituale. Esse appartengono tutte alle cosiddette terapie dì 'scoprimento', processi che mediano l'accesso al materiale inconscio e ne facilitano l'integrazione, e hanno uno stesso obiettivo generale: conquistare una maggiore comprensione di sé e raggiungere le radici dei problemi emotivi e psicosomatici.
Tra tali tecniche, la terapia della Gestalt di Fritz Perls può dimostrarsi particolarmente valida, poiché aiuta a concentrarsi sui sintomi, a esplorare i problemi inconsci sottostanti e a facilitare l'integrazione.
Il procedimento di Paul Rebillot, chiamato 'il viaggio dell'eroe', una sintesi di Gestalt, psicodramma,
musica, rituali, può essere estremamente valido per affrontare varie aree della psiche in modo giocoso,
che non suscita resistenze . lo stesso vale per vari esercizi della psicosintesi di Roberto Assagioli,
basati sull'immaginazione guidata.
La Sandplay Therapy (terapia del gioco con la sabbia) di Dora Kalff, che applica i principi della psicologia junghiana, fornisce un'occasione unica di esprimere concretamente i contenuti dell'inconscio attraverso la creazione di complesse scene in una cassetta piena di sabbia, permettendo così di analizzare tali contenuti; questo interessante strumento dovrebbe essere presente in qualsiasi struttura di trattamento di una crisi spirituale.
Il lavoro sul corpo è parte integrante del trattamento delle crisi di trasformazione. abbiamo già parlato
del lavoro focalizzato, che mira a liberare le energie emotive e fisiche bloccate.
La bioenergetica e altre tecniche reichiane e neoreichiane possono dimostrarsi molto utili allo stesso scopo.
Il rolfing e varie forme di massaggio possono essere importanti complementi alla terapia, purché chi li
pratica permetta l'espressione delle emozioni che insorgono durante il processo. Anche l'agopuntura eseguita da un professionista esperto può essere di, giovamento, perché può facilitare il libero fluire delle emozioni e delle energie fisiche in precedenza bloccate.
Vari tipi di espressioni artistiche devono anche fare parte di un programma completo di trattamento di una
crisi psicospirituale. Analogamente al gioco con la sabbia junghiano, anche la pittura può avere un ruolo
importante nel dare una forma concreta ai contenuti inconsci e nel facilitare la loro integrazione conscia.
Usata in modo libero, espressivo, essa può essere di per sé uno strumento terapeutico importante.
Alcuni tuttavia preferiscono il lavoro con l'argilla o con altri materiali analoghi. Un altro importante canale è la danza, in particolare i movimenti spontanei e creativi che permettono la piena espressione alle varie forze dinamiche della psiche. L'ideale sarebbe che la terapia di chi attraversa un'emergenza spirituale fosse condotta in un ritiro simile al centro che abbiamo precedentemente descritto.
Ivi sarebbero disponibili tutte queste tecniche che sarebbero applicate in modo intelligente, tenendo conto
della forma specifica assunta dall'esperienza, del suo stadio, della sua intensità in un dato momento.
A seconda delle circostanze, la terapia potrà essere effettuata ambulatoriamente o soggiornando nel centro,
dove sarà garantita un'assistenza specializzata per l'arco dell'intera giornata.
E non dovrebbero mancare dei gruppi di sostegno simili a quelli dei programmi basati sui Dodici Passi.
utilizzati dall'anonima Alcolisti

Tratto da " La tempestosa ricerca di se stessi " di Stanislav e Cristina Grof - ed RED

sintesi a cura di Katia Soliani

©  2001-2007- http://www.olotropica.it/ di Katia Soliani

L’art. 6 della legge 633/41 stabilisce che ogni opera appartiene a chi l’ha creata , pertanto nessuno potrà disporne  senza  il consenso del' autore.  -  se prelevate Articoli per la pubblicazione vi  prego di segnalarmelo

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