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(Dixon Norman Frank,
Subliminal perception the nature of a controversy) |
| Per quantificare l'energia di uno
stimolo in rapporto ad altri, immaginiamolo percorrere una linea
continua partendo da una estremita dove non ha alcuna energia e
quindi non viene percepito, fino ad arrivare all'altra, dove
l'energia e' molto intensa, a un punto tale che qualunque individuo
ne ha immediata percezione. |
| Secondo gli studi dell'inglese
N.F. Dixon, esistono tre soglie critiche lungo questa linea
continua, oltrepassando le quali la percezione e la reazione di un
soggetto di fronte allo stimolo si modificano: la soglia di
percezione cosciente, la soglia assoluta di percezione cosciente e
la soglia fisiologica. |
| La soglia di percezione
cosciente |
| Al di sopra della soglia di
percezione cosciente lo stimolo e' molto forte, quindi il soggetto
e' perfettamente conscio della sua presenza. Egli lo percepisce
chiaramente e puo' reagire di conseguenza. Questo e' cio che, nella
nostra vita quotidiana, consideriamo il modo di percezione abituale.
Per sua natura questa soglia puo variare da un individuo all'altro o
da un momento all'altro nello stesso soggetto. Essa dipende da un
diverso grado di attenzione, che puo essere influenzata dalla
stanchezza, dall' età, dalla sensibilità dei diversi organi
sensoriali o dalla presenza simultanea di altri stimoli. |
Sopra la soglia di percezione
cosciente, lo stimolo possiede sufficiente energia per provocare
nello stesso tempo sia la risposta che la relativa rappresentazione
cosciente. In questo caso l'individuo, consapevole dello stimolo,
interviene facilmente reagendo per mezzo dei suoi processi
intellettuali coscienti e quindi della sua volonta', cosa non
possibile nel caso di percezione subliminale.
La risposta dell'individuo può dunque essere completamente
differente a seconda che lo stimolo lo raggiunga a livello
subliminale (precosciente) o superliminale (cosciente). |
| La soglia assoluta di
percezione cosciente |
| Sopra questa soglia, ma sotto la
soglia di percezione cosciente, sono situati gli stimoli troppo
deboli per essere percepiti coscientemente. Pur non essendo
abbastanza forti perché il soggetto le percepisca spontaneamente,
essi hanno comunque un' intensità sufficiente per farsi riconoscere
nel momento in cui l'attenzione viene spostata su di essi. Chi di
noi non ha una sveglia sul comodino di cui non percepisce più il
ticchettio, se non nel momento in cui volontariamente vi pone
l'attenzione? Dixon definisce la soglia assoluta di coscienza come
il più debole livello d'energia entro il quale un individuo puo
sentire o vedere uno stimolo. |
| La soglia fisiologica |
| Al di sopra di quella che e'
definita la soglia fisiologica, ma sotto il livello assoluto di
percezione cosciente, si trovano gli stimoli di intensità troppo
debole per essere recepiti dalla coscienza, sia volontariamente che
involontariamente. Per contro, questi stessi stimoli possono
comunque portare a una risposta sensoriale o neuronale responsabile
di un effetto fisiologico o di una modificazione osservabile del
comportamento. Per fare un esempio, relativamente frequente, si può
citare la percezione incosciente di una musica che in effetti non e'
udibile; ma che raggiunge la coscienza sotto forma di canticchiare
spontaneo, non intenzionalmente voluto. |
| Gli stimoli la cui intensità e'
talmente debole da non produrre nessuna reazione sensoriale si
considerano sotto la soglia fisiologica, la' dove qualsiasi tipo di
percezione e' completamente assente. Questa e' la zona del "grande
silenzio", alla cui soglia l'uomo si e' sempre fermato. |
| Sotto la soglia fisiologica lo
stimolo non puo' avere risposta. |
Sopra la soglia fisiologica ma
sotto la soglia di percezione cosciente, lo stimolo possiede
sufficiente energia per essere captato dagli organi di senso e
produrre una risposta, ma questa energia e' comunque insufficiente
per raggiungere la coscienza. E' questa la zona di "percezione
subliminale" in senso lato.
Quello che importa rilevare qui e' la capacità dello stimolo di
evocare una risposta, senza essere peraltro diventato cosciente;
risposta sulla quale pero l'individuo difficilmente potrà
intervenire per mezzo dei suoi processi intellettuali coscienti. |
| Aspetti terapeutici del suono
e della musica |
| Per meglio comprendere i modi e i
mezzi d'azione e prima di addentrarsi nella trattazione specifica, è
opportuno richiamare alcuni termini e concetti tecnici. Fisicamente
il suono è da intendersi come vibrazione di un mezzo elastico a
questo trasmessa dalle vibrazioni di un corpo eccitato oppure,
equivalentemente, come piccola perturbazione del mezzo elastico in
cui si propaga, le cui molecole sono messe in vibrazione con
frequenze dell'ordine di poche migliaia di Hz. Nel linguaggio comune
si intende invece la sensazione uditiva acustica prodotta da tali
vibrazioni. L'orecchio umano è in grado di percepire vibrazioni che
spaziano in un campo di frequenze da circa 16 Hz fino a circa 16 KHz.
Il concetto di suono è quindi collegato all'organo di senso in grado
di percepirlo. |
| Se consideriamo tutto lo spettro
di frequenze possibili, compresi gli infrasuoni e gli ultrasuoni,
possiamo affermare che ogni corpo in vibrazione emette un suono;
questo fenomeno avviene con una facilità ed una frequenza
notevolissima nell'ambiente che ci circonda: basta infatti che due
corpi si sfiorino o un corpo si muova in un fluido che subito ne
scaturisce un suono. Ogni oggetto possiede una propria peculiare
caratteristica sonora derivante dalla unicità della sua struttura
fisica. In base a questo principio l'intero nostro pianeta e tutto
il cosmo, ove vi sia un mezzo che ne consenta la propagazione, è
suono. |
| Fin dalla nostra infanzia abbiamo
vissuto, sperimentato ed immagazzinato diversi modelli sonori,
associando a ciascuno di essi una particolare entità definita (una
sensazione, un significato, una reazione biochimica, una circostanza
o, più in generale, un concetto): tutti questi suoni possono essere
definiti modelli sonori condizionati, in quanto derivanti da una
associazione mentale. |
| Esistono però anche dei modelli
sonori incondizionati, a cui appartiene tutta una gamma di "suoni
primitivi", puro riflesso delle emozioni e comprensibili da tutti
senza bisogno di precedenti condizionamenti cognitivi.
Oggigiorno esistono solo due suoni umani incondizionati (primitivi):
il pianto e il riso; tutti gli altri suoni primitivi sono ormai
scomparsi insieme ad una parte della spontaneità comportamentale.
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| E' proprio in questo contesto che
entra in gioco il potere della musica e del suono in senso lato. Non
è difficile infatti rendersi conto che il principale effetto che
tutti i suoni, ed in particolare la musica, producono su di noi è
rappresentato proprio da emozioni. |
| La musica ha il grande potere di
suscitare forti sensazioni emotive, sia in chi la produce che in chi
l'ascolta, in funzione del tipo di esperienza personale se si tratta
di suoni condizionati o comuni a tutti gli individui se si tratta di
suoni primitivi. Tenendo conto che l'enorme bagaglio di accumuli
emotivi che risiedono nel nostro essere sono spesso causati dal
blocco delle emozioni e sono la principale causa dei fenomeni
patologici a sfondo psicosomatico, non è difficile rendersi conto
del potenziale benefico della musica: essa suscita emozioni positive
che correttamente sfruttate possono rimuovere o trasformare le
energie negative accumulate che causano un errato funzionamento
della struttura psicofisica. |
| Un effetto più diretto, ma meno
riconoscibile, è rappresentato dalla vibrazione indotta sul nostro
corpo dalla sorgente che produce il suono. Ogni strumento musicale
produce infatti vibrazioni particolari, rappresentate dalle onde
acustiche generate dal mezzo eccitante (le corde di una chitarra o
di un pianoforte, le superfici di un tamburo o di uno xilofono, …),
che giungono fino a noi e ci trasmettono il loro potere inducendo il
nostro corpo a vibrare anch'esso. In termini fisici si potrebbe
interpretare l'onda sonora come forzante esterna agente su di un
sistema meccanico inerte rappresentato dal nostro corpo; in funzione
dell'energia trasmessa (molto debole nel caso della musica) e del
peso delle singole armoniche elementari dello spettro di frequenze
rispetto alle frequenze proprie delle parti del corpo, si può
teoricamente giungere localmente al fenomeno di risonanza. |
| Il timpano del nostro orecchio ad
esempio, sollecitato dalle onde acustiche esterne, vibra alla stessa
frequenza dell'onda incidente e trasmette questo segnale,
opportunamente tradotto dal sistema nervoso, fino al cervello
producendo la sensazione acustica. |
| Questa atmosfera può riportare
ciascuno di noi alle esperienze originarie vissute nella nostra
storia personale fin dall'istante del concepimento. Sono infatti
ormai a tutti noti i risultati delle ricerche condotte al fine di
valutare l'influenza dell'ambiente sonoro in cui si sviluppa il feto
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| La vita all'interno del grembo
materno è un susseguirsi di fenomeni sonori che presentano aspetti
costanti come il pulsare del cuore, il circolare vorticoso del
sangue, l'immissione ed emissione dell'aria e variabili come la voce
e tutti i suoni provenienti dall'esterno. |
| Per tutti i mesi della gestazione
la nuova vita, all'interno del copro materno, si nutre di alimenti
attraverso la placenta e di esperienze acustico-sonore che
impregnano di esperienza il bambino che sta crescendo ed
influenzeranno la sua vita futura Tutti questi suoni rappresentano
la prima orchestra conosciuta da ogni essere umano. |
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Velocità del suono veicolata da
alcuni materiali |
| MEZZO
VELOCITÀ
(metri al secondo) |
| Aria
331 |
| Acqua
1450 |
| Piombo
1230 |
| Ferro
5130 |
| Granito
6000 |
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