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Ryan Latimer
intervista Stanislav Grof |
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1°Domanda: Lei è per molti versi
uno dei padri della psicologia transpersonale, dopo tutto,è stato
lei a
darle questo nome. Ce ne può spiegare i fondamenti e accennarci a
cosa allude tale appellativo ? |
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Risposta: Vorrei
innanzitutto accennare a come nacque la psicologia transpersonale.
Il famoso psicologo
americano Abraham Maslow denominava quest ’ultima la “Quarta Forza”
della psicologia, subito dopo il
behaviorismo, la psicoanalisi freudiana e la psicologia umanistica.
Verso la seconda metà del ventesimo
secolo la psicologia statunitense era dominata da due scuole
principali – il behaviorismo e la psicoanalisi
freudiana. |
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Poiché col tempo nessuna delle
due posizioni aveva potuto spiegare in modo esauriente la ricchezza
straordinaria implicita nei fenomeni della psiche umana, si sviluppò
la psicologia umanistica. |
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Uno dei maggiori e più eloquenti
portavoce di questo movimento rivoluzionario fu il famoso psicologo
americano Abraham Maslow. |
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Egli evidenziò in modo incisivo i
limiti del behaviorismo e della psicanalisi e formulò i principi di
una
nuova psicologia. Per la psicologia umanistica l’essere umano in
quanto soggetto era al centro
dell’attenzione: essa esaltava la coscienza e l’introspezione
mediante un approccio di ricerca oggettivo,
usando quindi un criterio diametralmente opposto a quello dei
behavioristi, che mettevano in risalto solo
ed esclusivamente la sperimentazione sugli animali, soprattutto su
topi e piccioni |
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Inoltre, mentre la psicoanalisi
freudiana traeva le sue conclusioni sulla psiche dallo studio delle
psicopatologie ed era propensa a ridurre i processi psicologici a
istinti primari, la psicologia umanistica
si concentrava su soggetti sani, sullo sviluppo dell’essere umano e
delle sue potenzialità, e sulle
funzioni più alte della psiche. Uno dei suoi capisaldi era la
necessità di una psicologia sensibile ai
bisogni reali dell’uomo e al contempo capace di dare sostegno agli
interessi e agli obiettivi della società
umana. |
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In pochi anni dalla sua creazione
da parte di Abraham Maslow e Anthony Sutich, l’Associazione di
Psicologia
Umanistica (AHP) riscosse un favore di pubblico inaspettato. La sua
novità consisteva nel fatto di dare
spazio allo sviluppo di un ampio spettro di approcci terapeutici
esperienziali molto efficaci, sostituendo
le tecniche puramente verbali della psicoterapia tradizionale con
l’espressione diretta delle emozioni e il
lavoro con e sul corpo (body work). |
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Malgrado la popolarità della
psicologia umanistica, gli stessi fondatori – Maslow e Sutich –
rimasero ben
presto insoddisfatti del modello concettuale che essi stessi avevano
creato. Si resero conto con sempre
maggior impellenza di aver trascurato un elemento di estrema
importanza: la dimensione spirituale della
psiche umana. |
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Man mano che rifioriva
l’interesse per le varie tradizioni mistiche, per la meditazione, la
saggezza antica
e quella dei popoli aborigeni, per le filosofie orientali, e a
seguito dell’estesa sperimentazione
psichedelica nel corso dei burrascosi anni ’60, appariva in modo
sempre più chiaro che per essere
convincente, compiuta e culturalmente trasversale la psicologia
dovesse anche contenere indagini su altri
settori, quali gli stati mistici, la coscienza cosmica, le
esperienze psichedeliche, gli stati di trance,
la creatività e ogni forma di ispirazione religiosa, artistica e
scientifica. |
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Nel 1967 Abe Maslow e Tony Sutich
mi invitarono a lavorare in un piccolo gruppo, nel quale c’erano
anche
James Fadiman, Miles Vich e Sonya Margulies. Questo gruppo si riunì
a varie riprese a Menlo Park, in
California, con lo scopo di creare una nuova psicologia che
prendesse in considerazione l’intera gamma
esperienziale umana, compresi gli stati non ordinari di coscienza.
Nel corso di questi incontri, Abe Maslow
e Tony Sutich, accogliendo il mio suggerimento, chiamarono questa
nuova disciplina “psicologia
transpersonale”. Questo appellativo si sostituì a quello che essi
avevano scelto in principio, ossia
“transumanistica”. Poco dopo fondarono l’Associazione di Psicologia
Transpersonale (ATP) e diedero inizio
alla pubblicazione del Giornale di Psicologia Transpersonale |
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2°"Come fu accolta questa nuova
psicologia dai circoli accademici? |
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Malgrado la sua completezza e la
presenza di ottime conferme che ne avvaloravano la fondatezza, la
psicologia transpersonale si allontanava in modo così radicale dal
pensiero accademico in auge nei circoli
professionali da non consentirle alcuna intesa con la psicologia
tradizionale, né con la psichiatria o con
il paradigma newtoniano/cartesiano della scienza occidentale. Di
conseguenza, era molto vulnerabile alle
accuse di chi la tacciava di essere “irrazionale”, “non scientifica”
e perfino “beota”, specie se si
trattava di scienziati che non erano a conoscenza del consistente
complesso di osservazioni e di materiale
sui quali si fondava questo nuovo movimento. |
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Questa situazione mutò in modo
drastico nel corso dei due primi decenni di esistenza della
psicologia
transpersonale. Sulla scia di nuovi concetti e scoperte in varie
discipline scientifiche, la filosofia
della scienza tradizionale occidentale, con i suoi presupposti
fondamentali e il suo paradigma
newtoniano/cartesiano, veniva messa sempre più in discussione |
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Tra le varie sfide da sostenere
vi erano le scoperte e le implicazioni della fisica quantistica e
relativistica esposte da Fritjof Capra, Fred Alan Wolf, David Peat e
da molti altri; la teoria
dell’olomovimento di David Bohm; il modello olografico del cervello
proposto da Karl Pribram; Gregory
Bateson con la sua brillante sintesi di cibernetica, di teorie
dell’informazione e dei sistemi, di logica,
psicologia ed altre discipline; il lavoro di Rupert Sheldrake sui
campi morfogenetici; gli studi di Ilya
Prigogine sulle strutture dissipative e l’ordine mediante
fluttuazione; il principio antropico in
astrofisica, e così via. |
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Era entusiasmante vedere che
tutti questi nuovi sviluppi non erano conciliabili con il pensiero
newtoniano/cartesiano del diciassettesimo secolo, né con la
filosofia monistica e materialistica della
scienza occidentale, ma erano compatibili con la psicologia
transpersonale. Ora è facilmente intuibile che
la psicologia transpersonale diverrà, nel futuro prossimo, parte
integrante di una nuova visione del mondo
più completa, che integri spiritualità e scienza. |
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3°Quale modalità usa la psicologia
transpersonale per esplorare la psiche umana ? |
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L’immagine della psiche umana e
la comprensione della natura della coscienza proprie della
psicologia
transpersonale si differenziano in modo significativo dai concetti
della psichiatria accademica, con
implicazioni rilevanti nella pratica. Nella psicologia
transpersonale la coscienza non è vista come un
prodotto dei processi neurofisiologici del cervello, ma la si
considera una dimensione primaria
dell’esistenza. |
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La mappa della psiche che propone
non si limita alla biografia postnatale e all’inconscio individuale
freudiano, ma comprende altre due aree: quella perinatale (connessa
al trauma della nascita) e quella
transpersonale (comprendente memorie ancestrali, razziali,
collettive e filogenetiche, esperienze karmiche
e dinamiche archetipiche). |
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La psichiatria e la psicologia
tradizionali partono dal presupposto che l’origine dei disordini
emotivi e
psicosomatici (di natura non organica) sia da rintracciare entro i
confini della biografia postnatale,
ossia tra i traumi subiti durante la prima infanzia e gli anni
successivi. Secondo la psicologia
transpersonale, invece, le radici di questi disordini si spingono
molto più in profondità, traendo notevole
sostanza dal livello perinatale (trauma della nascita) e da altre
compagini transpersonali. |
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La psicologia accademica si
avvale unicamente di meccanismi terapeutici che operano sul
materiale
biografico, come il far riaffiorare alla memoria eventi dimenticati,
l’eliminazione di materiale represso,
la ricostruzione del passato attraverso l’analisi dei sogni e dei
sintomi nevrotici, il rivivere fatti
traumatici del passato, l’analisi del transfert. Gli psicologi
transpersonali hanno scoperto molti altri
importanti procedimenti di guarigione e di trasformazione della
personalità, di cui si può disporre quando
la nostra coscienza giunge ai livelli perinatale e transpersonale;
essi utilizzano questi nuovi strumenti
nel loro lavoro con i pazienti: il rivivere il momento della nascita
ed esperienze di vite passate,
l’emersione di elementi archetipipici nella coscienza, esperienze di
unione con il cosmo ed altri ancora. |
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Forse il maggior contributo della
visione transpersonale è il riconoscimento del fatto che molti
episodi
spontanei di stati non ordinari della coscienza, solitamente
diagnosticati come psicotici (e quindi come
manifestazioni di gravi malattie mentali ) e sistematicamente
soppressi con psicofarmaci, siano di fatto
crisi di apertura spirituale (o “emergenze spirituali”). Qualora
vengano compresi e gli si offra un
sostegno adeguato, tali episodi possono sfociare in processi di
guarigione profonda e di trasformazione
positiva della persona |
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4°So che molto del suo lavoro
comprende l’uso di stati non ordinari di coscienza, e più
specificatamente di
terapia psichedelica e respirazione olotropica. Come possono queste
pratiche aiutarci a capire la nostra
psiche ? |
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La psicologia transpersonale ha
ricevuto un grande influsso dalle esperienze e dalle osservazioni
tratte
dallo studio degli stati non ordinari di coscienza, come quelli che
si verificano durante le pratiche
sciamaniche, i riti di passaggio dei popoli aborigeni, gli antichi
misteri di morte e rinascita, le
sessioni psichedeliche e altreforme varie di pratica spirituale
(comprese varie scuole di yoga, il
Buddismo, il Taoismo, le pratiche Sufi, il Misticismo Cristiano,
ecc.). È qui che si inserisce il mio
lavoro. |
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Il mio contributo personale alla
psicologia transpersonale deriva da cinque decenni di esplorazione
sistematica del potenziale terapeutico, trasformativo ed evolutivo
degli stati non ordinari di coscienza.
Ho trascorso quasi venticinque anni a condurre terapie con l’uso di
sostanze psichedeliche, prima in
Cecoslovacchia, nell’Istituto di Ricerca Psichiatrica di Praga, e
poi negli Stati Uniti, presso il Maryland
Psychiatric Research Center di Baltimora, dove ho partecipato
all’ultimo programma di ricerca psichedelica
statunitense. |
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Dal 1975 in poi ho lavorato con
la respirazione olotropica, un metodo terapeutico e di
auto-esplorazione
molto potente che ho elaborato insieme a mia moglie Christina. Nel
corso degli anni abbiamo aiutato
moltissime persone che stavano affrontando delle crisi
psicospirituali, o “emergenze spirituali”, come le
chiamiamo Christina ed io. |
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Il comune denominatore di queste
tre situazioni è che implicano la presenza di stati non ordinari di
coscienza o, più specificatamente, di un’importante sotto-categoria
di questi stati, che definisco col
termine “olotropico”. |
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Nella terapia psichedelica questi stati vengono indotti
somministrando sostanze o piante che alterano la
mente. |
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Nella respirazione olotropica la coscienza cambia mediante l’uso
combinato della respirazione accelerata,
di musica evocativa e di un lavoro sul corpo per liberare le
eventuali energie bloccate. |
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Nelle emergenze spirituali gli stati olotropici si verificano in
modo spontaneo, nel bel mezzo della vita
di tutti i giorni, e la loro causa è ancora spesso sconosciuta. |
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Mi sono interessato, anche se in maniera più periferica, a molte
altre discipline che hanno a che fare più
o meno direttamente con gli stati non ordinari di coscienza. Ho
partecipato a cerimonie sacre dei popoli
nativi in varie parti del mondo (col peyote, i funghi magici e l’ayahuasca),
ho avuto contatti con sciamani
nordamericani, messicani e sudamericani, ho scambiato informazioni
con molti antropologi. Ho avuto contatti
approfonditi anche con rappresentanti di diverse discipline
spirituali, quali il Vipassana, lo Zen, il
Buddismo Vajrayana, il Siddha Yoga, il Tantra e l’ordine Cristiano
Benedettino. |
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Un altro settore che ha assorbito molta della mia attenzione è la
tanatologia, una giovane disciplina che
studia le esperienze di pre-morte e gli aspetti psicologici e
spirituali della morte e del morire. Verso la
fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70 ho partecipato ad un
vasto progetto che studiava gli effetti
della terapia psichedelica su soggetti morenti di cancro. Devo anche
aggiungere che ho avuto il privilegio
di conoscere personalmente e di lavorare con i più grandi sensitivi
e parapsicologi della nostra era, con i
pionieri della ricerca sulla coscienza e con i terapisti che hanno
elaborato e messo in pratica le forme
più potenti di terapia esperienziale che inducono stati non ordinari
di coscienza. |
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Nel mio ultimo libro, Psicologia del Futuro, che offre un compendio
delle esperienze e delle osservazioni
raccolte per più di mezzo secolo di ricerca sugli stati non ordinari
di coscienza, affermo che uno studio
sistematico e imparziale di questi stati condurrebbe ad una profonda
revisione dei concetti fondamentali
della psichiatria e della psicologia, tale da poter esser
paragonata, per sua natura e portata, a quello
che accadde nei primi tre decenni della nostra era nel campo della
fisica, con il passaggio dalla fisica
newtoniana a quella di Einstein, con le teorie della relatività, e
in seguito a quella quantistica. |
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5°Come ci riconnette alla nostra spiritualità questo lavoro? |
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La scienza materialistica occidentale non lascia spazio ad alcuna
forma di spiritualità e di fatto la
considera incompatibile con la visione scientifica. Il fatto di
essere spirituali equivale ad essere privi
di comprensione scientifica del mondo, è sinonimo di superstizione,
di pensiero magico primitivo, di
immaturità emotiva. L’esperienza diretta di realtà spirituali è
segno di grave malattia mentale. |
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La ricerca moderna nel campo della coscienza dimostra invece che la
spiritualità è una dimensione naturale
e legittima della psiche umana e dell’ordine universale delle cose.
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Tutte le società umane dell’era preindustriale erano d’accordo sul
fatto che il mondo materiale, quello che
percepiamo e nel quale operiamo nella vita di tutti i giorni, non è
l’unica realtà. La loro visione del
mondo comprendeva l’esistenza di dimensioni nascoste della realtà,
abitate da vari dei, demoni, entità
disincarnate, spiriti ancestrali e animali di potere. |
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Le culture preindustriali possedevano una ritualità e una profonda
vita spirituale imperniate sulla
possibilità di ottenere un contatto esperienziale diretto con questi
regni e questi esseri solitamente
nascosti, e di ricevere da questi ultimi informazioni importanti o
aiuto. Essi credevano che questo fosse
un modo utile e importante per influenzare il corso degli eventi
materiali. |
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Le descrizioni delle sacre dimensioni della realtà e l’esaltazione
della vita spirituale sono in netto
contrasto con il sistema di credenze che domina il mondo
industriale. Secondo la scienza accademica
dominante in Occidente, solo la materia esiste veramente. |
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La storia dell’universo è la storia dell’evoluzione della materia.
La vita, la coscienza e l’intelligenza
sono epifenomeni più o meno fortuiti e insignificanti di questo
sviluppo. Sono apparse sulla scena dopo
miliardi di anni di evoluzione di materia inerte e passiva, in
un’irrilevante, minuscola parte di un
immenso universo. È ovvio che in un universo di questo tipo non vi
sia posto per la spiritualità. |
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Alla luce delle osservazioni tratte dallo studio degli stati
olotropici, la consuetudine di ignorare
sprezzantemente la spiritualità e di relegarla nel campo delle
patologie, tipica del materialismo
monistico, è ormai insostenibile. Negli stati olotropici le
dimensioni spirituali della realtà possono
essere esperite direttamente, in un modo altrettanto convincente
delle esperienze quotidiane nel mondo
materiale. È anche possibile fornire una descrizione graduale, passo
dopo passo, dei procedimenti che
facilitano l’accesso a queste esperienze. Lo studio attento delle
esperienze transpersonali dimostra che
esse sono ontologicamente reali e che ci forniscono informazioni su
aspetti importanti dell’esistenza,
aspetti ordinariamente nascosti. |
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In generale, lo studio degli stati olotropici conferma l’intuizione
di C. G. Jung, secondo il quale le
esperienze che traggono origine nei livelli più profondi della
psiche (quelle che nella mia terminologia
definisco “perinatali” e “transpersonali”) posseggono una qualità
particolare, che egli chiamava
“numinosità” (riprendendo un termine usato da Rudolph Otto). Il
termine “numinoso” è relativamente neutro,
ed è pertanto preferibile ad altre accezioni simili, quale
“religioso”, “mistico”, “magico”, “santo” o
“sacro”, che sono spesso state usate in contesti discutibili e sono
quindi facilmente fuorvianti. |
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Il senso della numinosità è fondato sulla comprensione diretta del
fatto che stiamo entrando in contatto
con una sfera appartenente ad un ordine superiore di realtà, un
ordine sacro, radicalmente diverso dal
mondo materiale. |
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Per evitare malintesi e confusioni, che in passato hanno compromesso
dibattiti analoghi, è fondamentale
fare una netta distinzione tra la spiritualità e la religione. |
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La spiritualità è basata sull’esperienza diretta di aspetti e di
dimensioni della realtà non ordinari. Non
richiede un posto speciale, né la presenza di una persona
ufficialmente preposta alla mediazione con il
divino o un contesto Istituzionale . |
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I mistici non hanno bisogno di chiese o ti templi. Il luogo nel
quale fanno esperienza delle dimensioni
sacre della realtà, compresa la loro propria divinità, è costituito
dal loro stesso corpo e dalla natura. |
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6°Lei è il presidente fondatore dell’Associazione Transpersonale
Internazionale ( ITA );Ci può dire qualcosa
su questa organizzazione ? |
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Questa associazione trascende nella sua portata i confini della
psicologia, e comprende un’ampia gamma di
discipline scientifiche. Sin dai suoi esordi, verso la fine degli
anni ’60, l’Associazione di Psicologia
Transpersonale (ATP) ha tenuto regolarmente delle conferenze in
California. Grazie all’interesse crescente
in questo movimento, che si estendeva ormai al di là della Baia di
San Francisco e oltre i confini
statunitensi, l’associazione tenne anche alcuni incontri
transpersonali internazionali, in varie parti del
mondo. I primi due ebbero luogo a Bifrost, in Islanda, il terzo ad
Inari, in Finlandia, e il quarto a Belo
Horizonte, in Brasile. |
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Quando si tenne l’incontro in Brasile, nell’estate del ’74, queste
conferenze internazionali avevano
raggiunto una tale popolarità, richiamando un folto pubblico, che
nella sessione plenaria finale ci decise
di creare un’istituzione preposta alla loro organizzazione, appunto,
l’Associazione Transpersonale
Internazionale. La fondai insieme a Michael Murphy e a Richard
Price, i co-fondatori del famoso Esalen
Institute di Big Sur, in California, il primo centro di studi sul
potenziale umano. Sono anche stato eletto
primo presidente dell’ITA, carica che ho ricoperto varie volte in
seguito da allora. |
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Paragonandola con l’Associazione di Psicologia Transpersonale,
l’Associazione Transpersonale Internazionale
ha una portata apertamente cosmopolita e interdisciplinare. Come ho
detto prima, al momento della sua
nascita, la visione transpersonale aveva già fatto la sua
apparizione in molti campi della scienza e in
altre aree di attività. |
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Il programma delle conferenze dell’associazione comprendeva non
soltanto psicologi, psichiatri e
psicoterapeuti, ma anche fisici, astronomi, astronauti, biologi,
medici, antropologi, mitologi, filosofi,
matematici, artisti, guide spirituali, educatori, politici,
economisti e molti altri. Negli anni seguenti
l’associazione ha tenuto conferenze a Boston, a Melbourne, a Bombay,
a Davos, a Kyoto, a Santa Rosa in
California, a Eugene in Oregon, a Praga, a Killarney, a Santa Clara
in California e a Manaus in Brasile. |
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7°Lei e sua moglie Christina state ora lavorando alla prossima
conferenza dell’Associazione Transpersonale
Internazionale; quale sarà l’argomento trattato ? |
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La sedicesima Conferenza Transpersonale Internazionale sarà
intitolata "Immaginazione Mitica e Società
Moderna" : il Ri-Incanto del Mondo ed avrà luogo dal 13 al 18 giugno
del 2004 nel Riviera Resort di Palm
Springs, in California. |
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Un gruppo di pionieri e di eminenti rappresentanti del movimento
transpersonale e della moderna ricerca
sulla coscienza esploreranno il modo in cui la nuova comprensione
della natura e della funzione del mito,
espressa nel lavoro di studiosi come C.G. Jung, Marie-Louise von
Franz, Joseph Campbell, Mircea Eliade,
James Hillman, Marion Woodman ed altri abbia rivoluzionato il
pensiero in molti settori della vita moderna:
la psichiatria, la psicologia e la psicoterapia, la biologia,
l’antropologia, la filosofia, la teologia, la
storia, l’economia e la politica. |
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Secondo questa nuova comprensione, i miti non sono meri prodotti
fittizi della fantasia umana, ma riflessi
di archetipi, ossia di principi cosmici organizzanti primordiali che
formano e informano le dinamiche della
psiche, gli eventi ed i movimenti della storia dell’uomo e i
processi evolutivi della natura. |
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Alla luce di queste scoperte, è importante individuare gli schemi
mitici e le forze che sottendono la crisi
globale attuale, che sta minacciando la sopravvivenza della specie
umana. È di vitale importanza ricercare
un nuovo mito che possa instillare la convivenza pacifica, la
tolleranza, la cooperazione e la sinergia tra
i vari gruppi umani, insieme al rispetto per la vita e per gli
imperativi ecologici. |
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Il sedicesimo convegno dell’ITA verterà quindi sull’importanza del
mito nella storia dell’uomo e nella
società moderna. Come in altri eventi organizzati dall’associazione,
l’ordine dei lavori prevede un ricco
insieme di attività, tra cui conferenze, sessioni esperienziali,
riti, musica, danza e arti visive. Il
programma comprenderà anche la celebrazione del centesimo
anniversario della nascita di Joseph Campbell,
uno dei più grandi mitologi del ventesimo secolo. |
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8°Durante il convegno a giugno lei condurrà un workshop di
respirazione olotropica. Cosa ci si può aspettare
da questa esperienza? |
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La respirazione olotropica è un metodo che utilizza il potenziale di
guarigione e trasformazione degli
stati non ordinari di coscienza. Tali stati vengono indotti mediante
una combinazione di strumenti molto
semplici – respirazione accelerata, musica evocativa e una tecnica
di lavoro sul corpo che aiuta a
sciogliere eventuali blocchi bioenergetici ed emozionali residuali. |
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Ci consente di accedere a livelli anche molto profondi della psiche
inconscia, quali ricordi rimossi dei
primi anni di vita e dell’infanzia, ma anche memorie legate alla
nascita e al periodo prenatale e anche ad
un’ampia gamma di esperienze definite transpersonali – stati
mistici, esperienze di vite passate, incontri
con figure archetipiche, visite in sfere mitologiche della psiche, e
così via. Sia nella pratica che nella
teoria la respirazione olotropica riunisce ed integra vari elementi
tratti da tradizioni antiche e di
popoli nativi, dalle filosofie spirituali orientali e dalla
psicologia del profondo più specificatamente
occidentale. |
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9°In quali casi la R.Olotropica può risultare utile e quando no ? |
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La R.O.
non può influire su problemi mentali od emotivi che abbiano
una chiara origine organica o
biologica, quali infezioni cerebrali, cardiovascolari o
degenerative, o processi tossici. Vi sono anche
alcune controindicazioni mediche, quali gravi problemi
cardiovascolari, malattie debilitanti, gravidanza o
epilessia. In caso di problemi gravi della sfera emotiva, il lavoro
con la respirazione deve essere svolto
in associazione con un contesto relazionale terapeutico e
nell’ambito di un workshop residenziale di almeno
24 ore. |
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Ma tornando agli aspetti più positivi, abbiamo potuto constatare nel
corso degli anni che in molte
occasioni i partecipanti ai workshop e ai corsi di formazione sono
riusciti a liberarsi da stati depressivi
che duravano già da tempo, nonché a superare varie fobie e ad
affrancarsi da sentimenti irrazionali
particolarmente logoranti, e in generale a migliorare radicalmente
la fiducia in se stessi e l' autostima. |
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In molti casi siamo anche stati testimoni della scomparsa di dolori
psicosomatici gravi, emicranie
comprese, e miglioramenti radicali e duraturi; e a volte la completa
guarigione dell’asma psicogenica. Non
di rado i partecipanti ai corsi di formazione o ai workshop ( fra i
quali molti psicoterapeuti ) paragonano
i progressi ottenuti con alcune sedute di R. olotropica ad anni di
terapia verbale. |
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10°Ho sentito dire che se si verificasse la totale integrazione di
scienza e spiritualità il mondo farebbe
finalmente un passo in avanti verso un nuovo livello di pensiero e
di comprensione. Lei crede che questo
sia possibile? Sta accadendo oggi ? |
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L’integrazione di scienza e spiritualità è l’obiettivo principale
della psicologia transpersonale. |
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Come ho detto prima, i rivoluzionari sviluppi della scienza (spesso
definiti il nuovo paradigma) e la
psicologia transpersonale hanno ridotto considerevolmente il divario
esistente tra scienza e spiritualità.
Sono convinto che una sintesi sia possibile, e che non accadrà in un
futuro così remoto. Credo anche che
questo potrebbe rivelarsi un importante fattore di alleviamento
dell’odierna crisi globale. |
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11°Vuole aggiungere qualcosa riguardo ai prossimi progetti o a libri in
preparazione che desidera condividere
con i nostri lettori ? |
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L’argomento a cui mi interesso in questo momento è ancora più
controverso di quello che riguarda gli stati
non ordinari di coscienza e le sostanze psichedeliche. È il
risultato della mia cooperazione con Rick
Tarnas, che dura ormai da più di venticinque anni. |
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Abbiamo scoperto che la natura, il contenuto e lo svolgimento nello
spazio/ tempo degli stati non ordinari
di coscienza sono correlati ( sincronici ) con specifici transiti
astrologici di ciascun individuo. |
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Penso che il nuovo volume di Rick, Psiche e Cosmo: Suggerimenti per
una Nuova Visione del Mondo, darà un
importante contributo sia alla psicologia che all’astrologia. |
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Si tratta però di un argomento complesso, che richiederebbe
un’intera intervista: è meglio rimandarlo a
quando il libro di Rick sarà disponibile nelle librerie. |
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Per gentile concessione del prof .Stanislav Grof
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Traduzione dall'Inglese di Anna Paola Maestrini
per Olotropica.it - Aprile 2004 - |
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revisione
di Katia
Soliani |
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Grazie di cuore
AnnaPaola |
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