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Il modello sulla nascita dell'universo attualmente accettato è
quello che viene indicato col termine di Big Bang, un termine che è
venne coniato da Fred Hoyle con l'intenzione di ridicolizzare la
teoria che lui non accettava. Il termine ebbe successo e col
diffondersi della teoria perse l'aspetto negativo per finire con
l'etichettare in modo neutro tale teoria. |
Tale teoria, comunque, non riesce a spiegare come fosse l'Universo
prima dell'avvenimento che ne ha causato la nascita e come sarà
allorché tutta l'energia presente sarà consumata.
Secondo tale modello (proposto dopo le osservazioni eseguite da
Hubble) circa 10-20 miliardi di anni fa avvenne l'esplosione che
dette origine all'attuale universo che, da quel momento, si è mosso
in una continua espansione (secondo la legge di Hubble, 1929, si
mantengono fisse le proporzioni reciproche tra le distanze delle
galassie). |
Al momento del Big Bang l'universo aveva volume nullo e temperatura
infinita che è diminuita con il procedere dell'espansione.
I primi secondi hanno determinato struttura dell'universo, che ha
avuto inizio dalle sostanze più semplici (protoni, neutroni ed
elettroni) in una forma dissociata. Un secondo dopo la temperatura
era scesa a circa 10 miliardi di gradi e nell'universo dovevano
trovarsi soprattutto fotoni, elettroni e neutrini, insieme a pochi
protoni e neutroni. |
| Due minuti dopo l'esplosione iniziale, la temperatura era scesa ad
un miliardo di gradi e protoni e neutroni cominciarono ad unirsi,
producendo nuclei di deuterio, i quali si combinarono con altri
protoni e neutroni, formando nuclei di elio. |
| I nuclei degli atomi che noi conosciamo si sono formati a partire da
questa materia prima. Da questo momento in poi l’universo continuò
ad espandersi, raffreddandosi, permettendo la formazione di zone più
dense, in cui l’attrazione gravitazionale tra le particelle di
materia permise la loro aggregazione e l’avvio di un moto rotatorio,
che diede origine alle galassie. |
| Con il passare del tempo si verificarono collisioni fra gli atomi
che innescarono le reazioni di fusione nucleare e diedero origine
alle stelle. |
| Modello stazionario |
| Questa teoria fu proposta nel 1946 da un gruppo di cosmologici (Fred
Hoyle, Thomas Gold, Herman Bondi). Secondo tale modello l’universo
presenta una creazione continua di materia che va a sostituire
quella che si allontana a causa dell’espansione cosmica. |
| Il ritmo con cui entra nell’universo nuova materia è tale che si può
dire che la densità delle galassie rimanga invariata man mano che
l’universo si espande. L’universo non ha nè inizio nè fine ed appare
in media sempre uguale a se stesso. |
| Secondo questa ipotesi i gruppi di galassie vicini a noi dovrebbero
apparire simili a quelli molto lontani; la cosmologia del Big Bang,
invece, prevede che, poiché le galassie si sono formate tutte molto
tempo fa, quelle lontane debbano sembrare più giovani di quelle
vicine, dato che la loro luce impiega più tempo per raggiungerci.
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| E' un modello che oggi non viene ritenuto valido, in quanto
contrasta con i dati sperimentali raccolti con le osservazioni. |
| Modello bidirezionale. |
| Questa ipotesi è stata formulata dall’astronomo Thomas Gold e non
trova d’accordo gran parte degli scienziati. Secondo la teoria di
tale modello l’universo, che sarebbe chiuso e finito, raggiunge una
dimensione massima per poi contrarsi, andando a ripercorrere a
ritroso esattamente l’evoluzione subita in fase di espansione. |
| Modello del Big Crunch |
| Questa teoria riguarda solo la fine dell'Universo in quanto afferma
che allorchè l'universo avrà un'eta di circa 50.000.000 volte quella
attuale (o 7.5x1017anni), arresterà la propria espansione ed
inizierà, sul principio lentamente e poi in modo sempre più veloce,
a collassare per diventare un punto infinitamente piccolo con
temperatura e densità infinite. |
| Il modello non spiega cosa
potrebbe poi succedere, se cioè l'universo a quel punto smettesse di esistere o se continuerebbe
in una oscillazione tra Bibg bang e Big crunch. |
| Modello ciclico. |
| Secondo la teoria di tale modello la storia dell’universo si ripete
infinitamente secondo precisi cicli. |
| Modello degli universi paralleli. |
| In questa teoria si suppone che esistono tanti universi, forse
infiniti, che appaiono continuamente come bolle in un substrato
cosmico primordiale in espansione e soggetto a sporadici
cambiamenti. Ognuna di queste bolle, dopo essersi formata, si
espande a sua volta secondo modalità dettate dalle condizioni
iniziali, innescando l’evoluzione di un mondo fisico a se. |
| Noi vivremmo in uno di questi mondi in cui si sono instaurate fra le
infinite condizioni possibili, quelle giuste per farci essere come
siamo. In questa visione di molti universi, il nostro non sarebbe il
risultato di un singolo evento, ma solo uno dei tanti universi
possibili, ciascuno retto da condizioni del tutto casuali. |
| La convivenza di universi paralleli non è osservabile e
dimostrabile, a meno che qualcuno di questi universi non interagisca
in qualche modo con il nostro. |
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per gentile concessione di
http://www.intercom.publinet.it/time/mappe.htm |