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Michael Peter Langevin ,intervista "Joseph Chilton Pearce"

    fiori

Joseph Chilton Pearce"L' incrinatura nell'uovo cosmico"

Espansione della coscienza e creatività. ed.Crisalide.

Lo sviluppo dei bambini

 
Secondo Joseph Chilton Pearce, la marcia verso il progresso tecnologico potrebbe trasformarsi in una
processione funebre per la nostra specie. Il famoso scrittore (L’incrinatura nell’uovo cosmico, Magical
Child, Evolution's End, The Biology of Transcendence) nonché conferenziere apprezzato a livello
internazionale, ritiene che le moderne tecniche educative siano solo una delle molte cause che impediscono
la realizzazione del nostro potenziale di esseri umani. Sebbene l’evoluzione ci abbia dotato di straordinarie capacità, queste ultime, secondo Pearce, restano latenti e inutilizzate perché stiamo bloccando il nostro sviluppo naturale.
Il fatto che lo sviluppo degli esseri umani avvenga per stadi – sia fisicamente che psicologicamente – non è nulla di nuovo. Le teorie moderne prevedono stadi di sviluppo fino all’età adulta, quando – almeno secondo i libri di testo – abbiamo praticamente realizzato il nostro programma biologico. Nel suo nuovo libro, The Biology of Transcendence, Pearce argomenta che la natura ci permette di svilupparci anche in fase adulta, ma solo in maniera sequenziale.
Tuttavia, quando raggiungiamo l’età matura, siamo già azzoppati da fatti come la nascita in un ospedale asettico, l’assistenza di una baby-sitter, la televisione, un’istruzione accelerata e una dieta satura di ormoni della crescita. Sostenendo che l’unico fattore che impedisce il completamento di tre miliardi di anni di evoluzione è la nostra ignoranza, Pearce considera l’educazione nell’accezione più vasta possibile. Se egli ha ragione, il vero sovraffollamento non è quello delle nostre scuole, ma delle idee sbagliate nella nostra mente.
 

Qual è il problema più grande che deve affrontare l’educazione?

Joseph Chilton Pearce: Il nostro sistema è crollato non perché sia cattivo – non ne abbiamo mai avuto uno
buono – ma perché abbiamo danneggiato la maggior parte dei nostri bambini con un’educazione oltre i limiti.
Le scuole sono così impoverite da chi non ce la fa, che anche chi ce la fa paga un prezzo.
In che modo abbiamo danneggiato i nostri bambini?
Joseph Chilton Pearce: La causa principale è il parto tecnologico in ospedale, che provoca un danno
neurologico. Se distruggi il modello di nascita codificato nei nostri geni, distruggi anche il modo con cui
il cervello-mente costruisce se stesso, pagando un prezzo. Se osserviamo lo sviluppo del bambino e del
nostro cervello-mente come una struttura auto-organizzantesi, scopriamo che gran parte del nostro
potenziale non viene realizzato. Ovunque abbiamo esportato il nostro modello di parto medico, ci troviamo
di fronte agli stessi problemi.
James Prescott ha scoperto una perfetta corrispondenza tra la coesione sociale e il modo in cui i bambini
vengono portati al mondo e quindi educati. Secondo Michel Odent, alla nascita il sistema immunitario si
fissa in una forma immutabile, a seconda del rapporto che il neonato ha con la madre. Se interferiamo nel
legame fondamentale della vita al momento della nascita, mettiamo a rischio tutti i legami successivi con
la terra, con la società e con l’altro sesso (ovvero, con il legame base della vita). Questo non vuol dire
che se si crea il legame iniziale, tutti gli altri sono garantiti; significa solo che se i successivi
legami potranno godere delle premesse e delle basi giuste, accadranno spontaneamente.
È possibile vedere la rottura del legame nelle nostre scuole, sulle strade e nelle nostre famiglie. Il
parto tecnologico, col danno neurologico che ne deriva, è la radice di molte delle crisi di oggi.
Vorrebbe farci tornare alle tecniche di parto utilizzate nel passato?
Joseph Chilton Pearce: Il punto non è fare ritorno a qualche epoca primitiva. Le donne dovrebbero godere di
ogni possibile tutela, ma la tecnologia ha preso il sopravvento, travisando ogni cosa. I parti cesarei
costituiscono il 30% delle nascite in America, con punte del 50% nelle aree più ricche. Nascere, da noi,
costa più che in qualsiasi altro paese, ma il tasso di mortalità infantile è più elevato che in altri 20
paesi.
Questa situazione è esasperata da una professione legale che si nutre di quella medica, così come
del corpo sociale; si tratta di una situazione micidiale che peggiora sempre di più. È vero che le madri e
i bambini non restano più in ospedale tanto quanto un tempo, e che l’allattamento al seno è in aumento; ma
questi finora non sono altro che segnali.
Dopo il processo della nascita, cos’è che provoca più danno?
Joseph Chilton Pearce: La televisione. Ma il problema non sono i solo i suoi contenuti. La televisione ha
preso il posto delle favole, del gioco e di tutte quelle simulazioni attraverso cui il bambino sviluppa
l’immaginazione, la capacità di creare immagini interiori. Tutto il pensiero metaforico-simbolico si basa
sull’immaginazione, e il nostro mondo adulto di idee, creatività e invenzioni si basa esattamente su tale
base metaforico-simbolica. Il programma naturale dello sviluppo, per i primi sette anni, ruota intorno al
gioco senso-motorio e emetaforico-simbolico, ma le immagini e i suoni della televisione riempiono il
cervello del bambino con un sostituto artificiale di tutto ciò, bloccando gravemente lo sviluppo
neurologico e impedendo un’evoluzione più elevata. D’altra parte, se un bambino gioca, ascolta favole e
compie molte simulazioni, sviluppa questa base anche se guarda la televisione.
Secondo lei, un’educazione precoce può fare più male che bene?
Joseph Chilton Pearce: Il primo apprendimento è essenzialmente senso-motorio, riguarda la sincronicità dei
movimenti corporei e l’attività cerebro-mentale. Se si prende un bambino di quattro o cinque anni, lo si
costringe su una sedia senza permettergli di muoversi e poi gli si chiede di comprendere strutture
altamente metaforico-simboliche come l’alfabeto e i numeri, per le quali non ha preparazione e non è
maturo, si blocca lo sviluppo di quelle stesse basi che saranno necessarie in seguito per questo tipo di
istruzione. Inoltre, si crea un bambino molto arrabbiato e frustrato.
Gerald Ebelman, un brillante scienziato del cervello, individua in quest’ultimo aree topologiche, sezioni
legate a determinati tipi di attività. Gli specialisti concordano sul fatto che forme di pensiero
metaforico più elevato coinvolgono sezioni del cervello che si sviluppano più tardi; esse non possono
manifestarsi in mancanza del fondamento adeguato nelle strutture inferiori. È possibile costringere i
bambini a sviluppare anzitempo alcune capacità, ma a discapito di tutto ciò che dovrebbe manifestarsi
normalmente. Se interferisci con l’evoluzione di base, indebolisci o rendi parziale l’evoluzione più
elevata. Quindi, forzare un apprendimento astratto troppo presto compromette il processo di maturazione
che, più tardi, formerebbe i migliori studenti. L’evoluzione ci spinge verso livelli più elevati di
pensiero creativo, ma ne freniamo l’espressione pretendendoli troppo presto dai bambini. Anche questo
contribuisce alla sessualità prematura.
Perché il cervello viene sviluppato in modo diverso?
Joseph Chilton Pearce: Se metti in funzione precocemente strutture cerebrali programmate per attivarsi
verso la pubertà o l’adolescenza, costringi un’intera regione topologica del cervello a funzionare
parzialmente, influenzando tutti i comportamenti paralleli inerenti a quell’area. L’apprendimento astratto
prematuro non solo ci impedisce di sviluppare le basi che dovranno sostenere tale insegnamento quando sarà
il momento (provocando quindi disfunzioni nella capacità di apprendimento), ma comporta un’apparizione
molto precoce della sessualità, assai prima che il bambino sia in grado di gestire tali forze. Il menarca,
la fase iniziale delle mestruazioni, è ormai diffusissimo all’età di otto anni, la gravidanza all’età di
nove anni, mentre gli stupri cominciano prima dei dieci anni. Ciò vuol dire la fine dell’infanzia stessa e
l’inizio di gravi disturbi psicologici. e la scolarizzazione accademica precoce è certamente una con-causa
di ciò.
Quali altri pericoli vede nel mondo?
Joseph Chilton Pearce:Gli asili Nido, un fenomeno che non è mai esistito in passato. E non sarebbe apparso
se non avessimo spezzato il legame madre-figlio tramite il parto tecnologico. Tra le altre cose, l’asilo
perpetua quella stessa ansia da separazione provocata dalla rottura del legame. Abbiamo prodotto molte
generazioni di bambini che si sentono respinti, non voluti ed estremamente bisognosi dal punto di vista
emotivo; ovvero, abbiamo creato una società per buona misura in guerra con se stessa. Sono stato in molti
altri paesi, e posso dirle che abbiamo i bambini più poveri, dal punto di vista emotivo, del pianeta.
Spendiamo somme enormi per gli adolescenti problematici, per mettere la gente in prigione e per non
riconoscere le cause del problema.
Il Giappone sta rapidamente scivolando nel nostro stesso caos: sono state appena inaugurate le prime scuole materne e asili nido della loro storia, e questo è un risultato dell’importazione delle nostre tecniche di parto.
Inoltre, consideri lo sviluppo degli ormoni sintetizzati durante la seconda guerra mondiale e
immediatamente impiegati per l’industria della carne, del pollame e dei prodotti caseari. La produzione è
aumentata del due-trecento per cento, e a tutto oggi continua a salire. Ciò è avvenuto nello stesso momento
in cui abbiamo eliminato l’allattamento al seno per il 97% dei nostri neonati, sostituendolo con cibi
condensati altamente proteici derivati da quelle stesse industrie della carne, del pollame e del latte
sature di questi ormoni. A causa di ciò Immediatamente, è comparsa una generazione di giganti, trenta
centimetri più alti dei loro genitori; abbiamo attribuito questa altezza a una migliore nutrizione, ma in
realtà è dovuta agli ormoni sintetici della crescita.
Sfortunatamente, questi sono anche ormoni sessuali, simili a quelli prodotti durante l’adolescenza e
responsabili di una rapida crescita. Ecco perché, a partire dagli anni ‘50, abbiamo assistito a un
incremento enorme di gravidanze sempre più precoci,a problemi endocrinologici negli adolescenti , oltre
che a stupri. Questo grave dissesto biologico ha prodotto diatribe etico-morali, ma il problema è
l’interferenza con i modelli naturali della crescita.
Sta dicendo, essenzialmente, che la tecnologia è di ostacolo all’evoluzione.
Joseph Chilton Pearce: Per ironia della sorte, ci troviamo a dover affrontare problemi creati dalla
tecnologia proprio quando quest’ultima potrebbe liberare lo spirito umano da molte difficoltà patite
durante tutta la storia. Nello stesso momento in cui facciamo scoperte sensazionali sul cervello, in grado
di mettere in discussione tutto ciò che pensavamo di noi stessi, permettendoci di guardare con occhi nuovi
le reali profondità dello spirito umano, avviamo pratiche che danneggiano qualsiasi espressione di tale
spirito. Ma con pochi, semplici cambiamenti possiamo impedire questi danni prima che comincino.
Lei ha parlato di certi stadi dello sviluppo adulto che resterebbero solo potenziali perché non li
riconosciamo. Può approfondire l’argomento?
Joseph Chilton Pearce: Lo schema dell’evoluzione di Piaget si concludeva con l’adolescenza, ma il nostro
cervello-mente è capace di ulteriori stadi di sviluppo. Su questi ultimi, tuttavia, sappiamo molto poco,
perché sembra che nessuno di essi abbia luogo. Io credo che gli intensi desideri che ci invadono durante
l’adolescenza abbiano a che vedere con il suo mancato sviluppo.
Nel corso dei secoli, è stata riconosciuta l’esistenza di un viaggio interiore. Sia Carl Jung che Rudolph
Steiner hanno riconosciuto fasi adulte dello sviluppo in cui la nostra autentica creatività e il nostro
spirito possono mettere le ali e volare. Una volta finita l’adolescenza, dovremmo possedere le basi fisiche
per accedere a questi stadi spirituali. Alcuni scienziati avveduti riconoscono che il nostro cervello-mente
è concepito per manifestarsi e svilupparsi durante tutta la vita. Nuove porte si stanno aprendo nella
conoscenza di noi stessi.
I primi quindici anni dovrebbero darci gli appigli esterni necessari per questa esplorazione interiore. Una
volta in contatto con questo potenziale più elevato, osserviamo che la disperazione, l’ansia, la paura e la
rabbia cominciano a scomparire; scopriamo un nuovo regno al di là del nostro corpo mortale. Ma nego l’idea
che nel futuro ci sia qualche obiettivo per cui la nostra specie deve lottare.
Tale idea allontana e rinvia ciò che va fatto adesso, cioè sviluppare quello che già abbiamo e che siamo. Se non ci sviluppiamo, proviamo un senso di inappagamento e di insufficienza, un tema che affronto nel mio libro Evolution’s End. Dobbiamo riconoscere che questo viaggio interiore è importante quanto quello esteriore. Il mio libro mostra
come siano complementari: l’uno sostiene l’altro, o cerca di farlo.
La contemplazione e la meditazione ci aprono a queste operazioni più elevate, che sono parte intrinseca di
noi. La meditazione fa parte del ritmo naturale della mente del bambino (se lo sviluppo di quest’ultimo è
corretto)
.Ma se cerchi di insegnare la meditazione a un bambino (come se fosse possibile) probabilmente
uccideresti la meditazione stessa. 
Piuttosto che “insegnare” al bambino, dobbiamo assicurargli un ambiente appropriato, nutriente.                               A quel punto la mente si manifesta totalmente, secondo la sua natura. L’evoluzione
ci ha dato tutto ciò di cui abbiamo bisogno per lo sviluppo, ma dobbiamo fare la nostra parte.
Se continuiamo come stiamo facendo, potremo ritrovarci fuori dai giochi. Una volta che il nostro modello
genetico comincia a crollare, il nostro sistema auto-organizzantesi si adatta a questo crollo. Leslie
White, l’antropologo delle culture, sosteneva che nella storia sono apparse e scomparse molte culture, e
che la loro morte è stata sempre dovuta a se stesse. Ci troviamo a un punto in cui possiamo sperimentare la
nostra vera totalità e grandezza, oppure affrontare una crisi gravissima. Se non affrontiamo gli attuali
errori, cambiando il nostro comportamento e dando vita a una nuova umanità, questo esperimento evolutivo
potrebbe finire.

Joseph Chilton Pearce.L' incrinatura nell'uovo cosmico. Espansione della coscienza e creatività.Crisalide.

Copyright per la traduzione Italiana: http://www.innernet.it -- Copyright per l’edizione italiana Innernet.

Traduzione di Gagan Daniele Pietrini

 Copyright originale “Magical Blend” magazine http://www.magicalblend.com, per gentile concessione.

Rob Baker , intervista Joseph Chilton Pearce 28 Agosto 04

 
I rischi nello sviluppo infantile
Riassunto:In questa intervista, analizza i periodi delle delicate trasformazioni neuronali che avvengono
nelle diverse fasi dello sviluppo infantile e di come il parto indotto, la separazione dalla madre, e più
avanti la televisione e la cultura limitino le potenzialità umane.Trenta anni fa, Joseph Chilton Pearce ha
rinunciato a una carriera di professore universitario di Lettere, “stanco del cieco che guida il cieco,
perché c’erano troppe buche”. Si mise allora a studiare i problemi dell’ educazione americana, individuando
l’origine di molti di essi non solo in una errata educazione primaria e in difficili rapporti tra genitori
e figli, ma anche nello sconvolgimento psicologico causato da ciò che definisce “l’interferenza medica nel
processo naturale del parto”. Pearce ha esposto le sue teorie in molti libri, tra cui " L'incrinatura
nell'uovo cosmico" e The Magical Child. , In The Bond of Power ha raccontato l’ influenza esercitata sulle
sue idee dal compianto Swami Muktananda, che era diventato il suo insegnante.
Pearce, che sta attualmente rivedendo un nuovo libro intitolato Evolution’s End, ha tenuto un seminario di due giorni all’Open Center di New York City. Questa intervista è stata fatta subito dopo una sessione di un giorno intero al centro.

Rob Baker: Nei racconti tradizionali c’è spesso un tesoro al centro del labirinto, della foresta, del
castello dalle innumerevoli stanze. Per arrivare là, al cuore delle cose, bisogna affrontare sfide e
difficoltà infinite, e percorrere molti vicoli ciechi. Ma l’evoluzione stessa dell’uomo non è forse a sua
volta un labirinto o un dedalo, fatto di strade sbagliate, vicoli ciechi e sfide lungo il cammino?

Joseph Chilton Pearce: L’evoluzione umana è certamente un notevole labirinto che si apre o chiude a vari
stadi della vita. In ogni punto è possibile prendere un numero infinito di strade. Il cervello, operando in
modo moltoselettivo, determina la via da prendere, escludendo in tal modo tutte le altre strade.
Conosciamo due periodi durante i quali si fa una grande “pulizia” nei neuroni cerebrali. Uno è subito prima
della nascita, quando certe neurostrutture funzionali, adatte solo alla vita uterina, vanno decostruite,
altrimenti diventano un bagaglio in eccesso, un peso e un ostacolo. Ebbene, questo è importante sotto molti
punti di vista. Se non sviluppiamo queste strutture “in utero”, e se quella pulizia subito prima della
nascita non avviene, ci troveremmo nei guai.
Continuamente, nel corso dell’ evoluzione, si sviluppano stati, strutture, facoltà e capacità temporanee.
Dobbiamo sviluppare queste ultime efficientemente e completamente, per poi andare oltre. Se non le
sviluppiamo, o se ci blocchiamo senza andare al di là di esse, l’evoluzione si interrompe, e il sistema
dell’io – il nostro io passionale e individuale – non può maturare.
La successiva pulizia, che ha luogo all’età di undici anni, è ugualmente delicata. Se non avvenisse, il
bambino non sarebbe mai in grado di socializzare o di lavorare con quella grande disciplina mentale
necessaria per lo sviluppo di un’intelligenza superiore ; Ma allo stesso tempo, per la mancanza di stimoli
ambientali e di guida, il bambino medio a questa età perde ben l’ottanta per cento delle sue connessioni
neurali, cioè una larga percentuale delle capacità cerebrali.
Rob Baker: Quando queste connessioni vanno perdute, ciò non provoca vicoli ciechi nel labirinto del
cervello stesso?
Joseph Chilton Pearce: La capacità di operare mentalmente tramite il processo che Piaget ha definito
Pensiero Operativo Concreto può essere sviluppata dai sette agli undici anni. La natura fornisce una grande
crescita neurale, all’età di circa sei anni, per coprire questo potenziale.
Tale crescita dà al cervello di un bambino una capacità neurale pari a cinque, sette volte quella di un cervello adulto. All’età di undici anni,nei piani della natura è previsto lo sviluppo di altri programmi per l’esplorazione del mondo, e il cervello secerne una sostanza chimica che atrofizza tutte le zone neurali prive di mielina (ovvero quelle zone pocosviluppate o utilizzate). La natura “fa pulizia” per rendere possibile facoltà intellettuali molto più limitate, ma anche più disciplinate, che Piaget ha definito Pensiero Operativo Formale.
Quelle strutture neurali non usate nello sviluppo del pensiero operativo concreto, che è il fondamento di quello formale, adesso sarebbero di impaccio, ostacolerebbero le operazioni, e quindi vengono eliminate. Il potenziale di
quella grande massa è a quel punto praticamente finito, benché si stia aprendo una nuova possibilità.
“Usalo o perdilo” è la massima della natura. Sfortunatamente, in quel periodo intermedio dell’infanzia
perdiamo circa l’80 per cento del nostro potenziale. Ci si chiede cosa potrebbe provocare all’evoluzione
umana una perdita anche solo del 10 per cento in meno, cioè uno sviluppo maggiore del “bambino di mezzo”.
Rob Baker: Qual è la relazione di tutto ciò con le teorie di Paul MacLean su quello che definisce il
“cervello uno e trino”?
Joseph Chilton Pearce: Paul MacLean era, nel NIMH (L’Istituto Nazionale della Salute Mentale), il direttore
del dipartimento degli studi sull’ evoluzione del cervello e del comportamento. Dopo decine di anni di
ricerche, egli ha scoperto e chiaramente definito le funzioni dei tre distinti cervelli nella nostra testa.
Questa non è più considerata teoria,ma un fatto evidente. Al livello inferiore, più legato alla dimensione
fisica, c’è il cervello " Rettiliano", che condividiamo con tutti gli animali, i rettili e gli anfibi; esso
sovrintende ai movimenti corporei, l’abilitàmotoria, le impressioni sensoriali, la sopravvivenza dell’io e della specie.Ovvero, esso ha a che fare con il cibo, il sesso e gli impulsi territoriali. Poi, c’è quello che MacLean definisce "l’antico cervello dei mammiferi" , cheil genere umano condivide con tutti i mammiferi, e che governa le relazioni, le emozioni, il sistema immunitario, l’autoguarigione, l’apprendimento e la memoria, i bioritmi e i legami affettivi.
Il terzo cervello," la neocorteccia", riguarda la creatività e l’intelletto, e negli esseri umani è abbastanza grande. In un essere umano funzionante al cento per cento, esiste una perfetta integrazione ed equilibrio tra i tre sistemi cerebrali: il sistema “R”, o cervello rettiliano, che entra in funzione solo nelle attività fisiche; la struttura limbica, o il vecchio cervello dei mammiferi, che riguarda esclusivamente i sentimenti e le emozioni; e la neocorteccia, che concerne quello che solitamente definiamo “pensiero”. Ma quando queste connessioni non funzionano correttamente, il pensiero spesso entra in corto circuito, diventa emotivo e può anche perdersi in una violenta attività territoriale, tipo “difesa-della-specie”. In quel caso, il vecchio cervello dei mammiferi o quello rettiliano hanno preso il
sopravvento.
Rob Baker: Hai parlato di diversi elementi, nella vita moderna, che finiscono con l’inibire gravemente lo
sviluppo dell’intelligenza di unbambino. Uno è il fatto che nei paesi occidentali quasi tutte le nascite
avvengono negli ospedali, e non utilizziamo quasi più ostetriche.
Joseph Chilton Pearce: Il parto tecnologico, che implica lavoro indotto, il taglio prematuro del cordone
ombelicale, l’uso di antidolorifici per la madre e il monitoraggio dell’utero, provoca danni a molti
livelli nello sviluppo successivo del neonato.
Inoltre, quando c’è una separazione tra la madre e il neonato subito dopo la nascita, si produce uno shock
psichico. Tutto ciò è pericoloso e distruttivo, ma tali processi a volte diventano istituzionalizzati e si
perpetuano da soli.
Rob Baker: Quali sono le differenze con un tipo di parto più naturale, come quello praticato dalle culture
tradizionali?
Joseph Chilton Pearce: Nel parto naturale c’è un legame affettivo, basato sul cuore, che può dare origine
alla coesione sociale. W. G. Whittlestone,un laureato in Medicina all’Università di Adelaide, in Australia,
è stato uno dei primi a scoprire, qualche anno fa, un legame diretto tra il battito cardiaco della madre e
lo sviluppo dell’embrione. Tra i due cuori “in utero” si crea una connessione, o un legame, che deve
essere ristabilito alla nascita.
Se questo avviene, ogni cuore manda un segnale al cervello e quest’ultimo cambia di conseguenza il suo
funzionamento. Nel nuovo ambiente si determina un legame, stabilendo un’implicita continuità nella
diversità.
Sempre, nel corso della storia, le madri hanno portato i neonati al seno sinistro, subito dopo la nascita.
Non importa se siano mancine o destrimani; mettono il bambino vicino al cuore, in modo che
ci sia un contatto tra il cuore del neonato e quello da cui si è appena separato, e possa esserci una continuità, una connessione dei cuori, anche nel nuovo ambiente. Se alla nascita questo non accade, può esserci un incremento di steroidi surrenali che, dopo circa 45 minuti, fa perdere consapevolezza al neonato, mettendolo sotto shock.
La natura impiega circa tre mesi per compensare il danno, e diamo per scontato che il bambino dia pochi
segni di consapevolezza fin verso la decima o dodicesima settimana dopo la nascita. Del tre per cento dei
bambini che negli Stati Uniti nascono a casa, molti sorridono immediatamente dopo il parto e mostrano un
rapido sviluppo, semplicemente perché non entrano nello shock, ma ricevono amore e nutrimento materni sin
dall’inizio.
Rob Baker: Quali sono gli altri fattori che impediscono lo sviluppo, a parte il parto tecnologico?
Joseph Chilton Pearce: Il parto tecnologico è il primo della lista. Poi vengono il baby-sitting e il
collasso della famiglia.Il baby-sitting ( asilo Nido ) fa danni molto più profondi di quanto la maggior
parte della gente si renda conto. Infatti, il bambino non ha più un modello fisso su cui basare la sua
immagine del mondo .Il modello deve essere costante, altrimenti la consapevolezza del neonato o del bambino
va in frantumi.
Ma trovare un modello costante nel baby-sitting è un problema. Uno studio sul
baby-sitting, durato due anni e condotto negli Stati Uniti, mostrava nelle analisi del sangue di questi
bambini livelli pericolosamente alti di steroidi surrenali connessi allo stress e l’ansia.
Quando il cervello giovane è sovraccarico di steroidi surrenali, va in stato di shock. Questo accade spesso quando i
bambini con meno di quattro anni vengono separati dalla madre per più di due ore.
Il successivo fattore negativo è la televisione.
Gli studi del dr. Keith Buzzell, Jerry Mander, Mary Jane Healy e altri mostrano che il danno della
televisione ha poco a che fare con i contenuti, ma riguarda l’unione sincronizzata di suoni e immagini.
Questo crea una contraffazione sintetica di ciò che il cervello dovrebbe produrre in risposta al
linguaggio, per esempio quando ascolta le favole.
La mente del bambino si assuefa a questo binomio suoni-immagini, e le strutture corticali superiori
smettono di funzionare. Lo studio di Paul MacLean mostra in che modo, attraverso l’assuefazione, l’antico
cervello rettiliano prende il controllo dell’elaborazione dei dati sensoriali, mentre il resto del cervello
resta inattivo senza fare nulla, perché non è necessario.
Il cervello usa le stesse strutture neurali ogni volta che la TV si accende, e pochissime strutture superiori vengono sviluppate. Esse restano semplicemente inattive, senza che si sviluppi la capacità di creare interiormente delle immagini.
Rob Baker: Hai citato un bellissimo caso: una bambina…....
Joseph Chilton Pearce: …che diceva di amare le immagini evocate dall'ascolto della radio molto più di quelle televisive, perché erano assai più belle.  Quando si ascoltano le favole, lo stimolo delle parole
provoca la produzionedi immagini interiori, uno straordinario gioco creativo che coinvolge il cervello intero.        Ogni nuova favola richiede un nuovo insieme di connessione neurali e la riorganizzazione dell’attività visiva interiore: per il cervello è una grande sfida. La televisione, fornendo sinteticamente tutta quell’azione, attiva sempre lo stesso, limitato numero di strutture neurali,a prescindere dai programmi, perché il lavoro del cervello è già stato volto dalla TV.  Questa è assuefazione.
Quindi, il potenziale neurale non si realizza e lo sviluppo viene menomato, a meno che non
diamo al bambino anche il gioco e le favole, oltre alla TV, o meglio al posto della TV ; Poi, naturalmente,
la televisione ha completamente soppiantato la radio come mezzo attraverso cui ascoltare storie,
trasformando quest’ultima in una semplice scatola musicale. L’altra cosa che la televisione ha fatto è
stato eliminare il gioco tra i genitori e i figli in circa il 70 per cento delle case americane. Ha anche
eliminato la conversazione al tavolo e “le favole della nonna”. Tutto ciò è scomparso. Anche la famiglia
allargata è poco meno che sparita.
Rob Baker: Hai parlato dell’importanza del divertimento, dei giochi tra bambini, nelle prime fasi dello
sviluppo. In che modo i giochi sul tema del labirinto, come il nascondino o guardie e ladri, aiutano i
bambini?
Joseph Chilton Pearce: I giochi organizzati, come guardie e ladri, cominciano nel gruppo di età tra i
sette e gli undici anni. Sono giochi in cui si sceglie una parte, si insegue e ci si nasconde. La loro
organizzazione è molto fluida. A quell’età, un bambino non vuole mai perdere: guardie e ladri in realtà è
tutto un inseguimento, l’emozione di nascondersi, venire scoperti e cercare di scoprire l’altro.
 E le regole, i regolamenti sono molto liberi. Ma all’età di undici anni, l’atteggiamento verso i giochi muta: la
scelta delle squadre è importante. Diventa fondamentale il senso della correttezza ( della regola )e del
“fair play”. I bambini possono passare ore a decidere le squadre, per essere sicuri che siano equilibrate e
ben distribuite. Cominciano a giocare e ogni cinque minuti si interrompono per discutere appassionatamente
delle violazioni delle regole: «Sei fuori!», «Non è vero!», «Ti ho toccato!», «No!».
L’accento è sulla creazione delle regole, e poi sul discutere della loro equità e del loro rispetto.
Lo vedi nel gioco di strada, nel football e nel baseball che si giocano nei lotti di terreno sterrati o
inedificati. In questa fase, la sfida sta nel sottoporsi a una sorta di test, di prova, di ordalia.
I bambini hanno il forte desiderio di fare a pugni, ma devono venire a patti con la necessità di limitare la
libertà individuale e di contenersi in nome di un corposociale più vasto: la squadra. E questo accade quando i bambini perdono quell’ottanta per cento della massa neurale del cervello, assottigliandola a “pochi uomini buoni”, come direbbero i marines.
Oggi, comunque, spesso i bambini non hanno più spazio per incontrarsi e giocare. Molti dei quartieri che
progettiamo non hanno nemmeno i marciapiedi. I bambini non possono più giocare per strada; non ci sono
lottidi terreno inedificati. Nelle città e nei quartieri che progettiamo, abbiamo “aree gioco” e “giochi
sorvegliati”: un dopo-scuola di cui gli adulti dettano le regole e i regolamenti, istituzionalizzando il
gioco.
Poi, dopo la seconda guerra mondiale, è arrivata la Little League (Federazione Minorile di baseball).
Invece di bambini che nei lotti sterrati cercano impetuosamente di rinunciare alla libertà individuale per
il bene del gruppo più grande, abbiamo un gruppo di adulti che prende ogni decisione e decide le regole,
mentre i genitori si dispongono ai lati urlando:“Prendilo, uccidilo. Vinci a ogni costo”. Questi poveri
bambini arcigni, di otto, nove, dieci anni, tutti in perfetta uniforme con la pubblicità sulla schiena,
seguono gli ordini degli adulti. Dov’è, adesso, l’elaborazione dei nostri istinti sociali e la capacità di
andare avanti all’interno di un gruppo ?
Rob Baker: In che modo i parenti o gli educatori possono dare un contributo positivo a questa fase dello
sviluppo del bambino? Se il bambino non ha avuto il giusto tipo di nutrimento, l’educazione può riparare
questo danno?
Joseph Chilton Pearce: Dipende tutto dal fine per cui stai educando il bambino. Se lo stai educando per
creare un intelletto altamente specializzato, o per adattare il bambino a uno schema economico,
l’educazione non farà alcun bene. Il primo dovere della scuola è dare al bambino un ambiente sicuro e non
minaccioso. Fatto questo, è impossibile arrestare il processo di apprendimento del cervello. Le scuole
Waldorf, in certa misura, seguono questo modello, così come altri posti tipo la Blue Rock School di Nyack,
nello Stato di New York, la Subdury Valley School di Subdury, nel Massachusetts, e lo splendido sistema
Workshop Way creato da suor Grace Pilon alla Xavier University di New Orleans. Queste scuole forniscono
l’ambiente, il contesto e gli stimoli giusti per le fasi dell’
evoluzione del bambino. Inoltre, lasciano che il bambino segua i suoi bioritmi di apprendimento.
Queste scuole stabiliscono e mantengono il contatto con quell’intelligenza del cuore che è identica in ogni
essere umano. A quel punto è impossibile sentirsi alienati, estranei o estromessi da qualsiasi situazione
sociale:infatti, esiste un solo cuore.
Rob Baker: Cosa intendi esattamente con “un solo cuore”?
Joseph Chilton Pearce: Noi siamo miliardi di persone, ciascuno con un ego-intelletto diverso, quassù nella
testa. Il cervello è la diversità. Ma l ’intelligenza del cuore è una sola. E con un opportuno dialogo e
interazione(o dinamica) tra mente e cuore, si ottiene il giusto equilibrio tra l’unità e la diversità. Siamo spinti
verso l’esterno dalla diversità e dal nostro intelletto curioso, ma rimane sempre quel filo che ci riporta
allo stato unificato delle cose, l’intelligenza del cuore. Cos’è quella parte di noi che non ci lascia
riposare, continuando a spingerci verso l’esterno? Quella cosa ci riporta a quello che T. S. Eliot ha
chiamato “l’immobile punto” interiore ? C’è sempre il filo che ci riporta indietro, tra l’unità e la
diversità.
Rob Baker: Se il cervello è tanto complesso e orientato verso la diversità, com’è possibile la sua
organizzazione?
Joseph Chilton Pearce: Nel cervello esiste una funzione affascinante, che chiamano la “funzione cellula
bersaglio”. Quando il cervello comincia a formarsi “in utero”, non si forma come una struttura, ma come una
massaomogeneizzata, una sorta di “minestrone” di cellule casuali. Quando questo minestrone raggiunge una certa
massa critica, appaiono misteriosamente le cellule bersaglio chiave. Tali cellule bersaglio mandano un
segnale affinché
le altre cellule si colleghino a loro. In questo minestrone ci sono, diciamo, trenta o quaranta miliardi di
cellule; di queste, poche cellule bersaglio inviano un segnale che galvanizza tutta la massa di cellule.
Queste ultime cominciano ad ammassarsi l’una sull’altra, allungando i propri dendriti e assoni nel
tentativo di riuscire a connettersi con la cellula bersaglio. E grazie a quella semplice direttiva, entro
un periodo di tempo molto breve questa massa omogeneizzata finisce col creare strutture dal funzionamento
meraviglioso, ciascuna con il suo compito. Tutte le cellule ottiche si collegano alle cellule bersaglio
ottiche, e l’intero sistema ottico si forma in un tempo straordinariamente breve. Le cellule uditive fanno
la stessa cosa, e così via.
Queste cellule bersaglio che appaiono sono indicatori della nostra struttura più elevata. Nella Storia,
appaiono le grandi figure che fungono da cellule bersaglio, portandoci a nuove strutture di ordine più
elevato.
Questo fa semplicemente parte dello schema evolutivo delle cose. È come Arianna con il suo filo. Dobbiamo
andare all’esterno e perderci, ma dopo appare questo filo che ci riporta indietro, e verso l’alto. Per
portarci dove? Probabilmente, in un altro labirinto. Forse non esistono punti di arrivo; non esiste nulla
di simile a un’energia immobile. La nostra evoluzione potrebbe non finire mai.
Originalmente apparso sulla rivista Parabola:
The Magazine of Myth and Tradition www.parabola.org Joseph Chilton Pearce.                                                       
http://www.innernet.it -   Traduzione di Gagan Daniele Pietrini Copyright per la traduzione Italiana: Innernet.
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