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Il buddhismo rappresenta una
rivoluzione nei confronti dell’induismo, religione politeista
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,praticata in India ancora oggi. |
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Il Buddismo è nato in india nella seconda metà del VI secolo a.C. circa
,in esso viene superato il concetto
di anima individuale (atman)
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Inoltre il buddhismo afferma
che gli uomini sono uguali e liberi ,arrivando così a cancellare la divisione in
caste, |
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con immaginabili conseguenze
anche in ambito sociale. |
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Om Mani Padme Hum
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Om
Mani Padme Hum |
Il Buddhismo Mahāyāna ( grande veicolo) si
intende un insieme di insegnamenti e di scuole buddhiste che rifacendosi, tra
gli altri, ai Prajnaparamita sutra e al Sutra del Loto proclamano la superiorità
spirituale della via del Bodhisattva rispetto a quella dell'Arhat quest'ultima
proclamata nel Buddhismo dei Nikaya.
Attualmente tutte le scuole buddhiste esistenti sono di derivazione Mahayana,
fatto salvo la scuola Theravada la quale non ha mai accolto la canonicità degli
insegnamenti di cui sopra. |
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Ai rituali ed ai sacrifici di
animali,viene opposto il
divieto di causare del male ad ogni essere senziente. |
| In relazione agli dei, non si
nega la loro esistenza, tuttavia si afferma che essi non sono in
grado di evitare all’uomo la sofferenza, quindi credere o meno in
loro, non è rilevante. |
E’ per questa ragione che si
parla del buddhismo come di una «religione atea»; d’altronde il suo
fondatore è un essere umano che ha avuto la capacità e il merito di
raggiungere lo «scopo ultimo», l’Illuminazione, traguardo
potenzialmente alla portata di ogni essere vivente.
Il Buddha ha sviluppato una scienza della mente, un vero e proprio
«sistema psicologico» che porta gli uomini alla guarigione,
all'illuminazione , o alla liberazione. |
"Il Cristo e
il Buddaha hanno insistito su due aspetti Amore e Saggezza "
( E importante questa considerazione ,perchè alla luce degli
insegnamenti di A.A. Baieley ( maestro Tibetano) Amore e Saggezza
sono i valori essenziali che l'uomo ha da integrare in questa fase
evolutiva dell'Umanità ) . |
| La fase successiva di
integrazione per il collettivo umano, sarà " la volonta" di bene, ma
come dicono i Maestri : se un Maestro non è innanzi tutto un
maestro di compassione ,( cioè non ha integrato amore e saggezza )è un maestro sospetto. |
Torniamo a Buddha ; fra i molteplici suoi appellativi troviamo anche «il grande medico
». La medicina proposta dal Buddha è costituitia essenzialmente
dalla pratica assidua di consapevolezza, compassione e meditazione.
Si parla spesso di pragmatismo a proposito del Buddha, in quanto
egli accantonò ogni discussione filosofica o teologica sull’essenza
dell’universo,a causa della loro intrinseca inutilità,così come non
si occupò di cosmogonia. |
| Difatti non si pronunciò
sull’artefice del mondo e neppure disse perché, come e quando sia
stato creato. |
| Dopo l'Illuminazione il Buddha
diede il suo primo insegnamento a Sarnath, noto come "Le Quattro
Nobili Verità" che indicano la via per liberarsi dallo stato di
sofferenza esistenziale propria dell’uomo, senza il bisogno di
intermediari sacerdotali come i brahmani, ma attraverso un lavoro su
se stessi. |
| Da quel momento passò la sua vita
ad insegnare come raggiungere lo stato di Illuminato ad innumerevoli
persone. Fondò una comunità monastica a cui poterono accedere gli
uomini e successivamente anche le donne, dato estremamente
rivoluzionario nella società indiana dell’epoca, che
tradizionalmente non consentiva a queste ultime di uscire dalla
tutela e dal controllo diretto della famiglia patriarcale. Il Buddha
morì ad ottanta anni nel 480 a.C., a Kusinara, nell'attuale regione
indiana dell'Uttar Pradesh. |
| Alla morte il Buddha non lasciò
alcun successore e la comunità continuò ad operare insieme.
All’inizio mancava anche un Corpus Canonico codificato, e i
discepoli diretti del Buddha si riunirono nel 473 durante il I
Concilio indetto a Rajagriha per la durata di sette mesi per
trasmettere ciò che avevano appreso direttamente dal Maestro. |
| A seguito della morte del Buddha,
il suo insegnamento si diffuse in varie parti dell'Asia, mutuando ed
assimilando gli usi e costumi locali e dando vita a varie tradizioni
buddhiste, che si differenziarono tra loro per alcuni aspetti
interpretativi dell'Insegnamento. |
| Delle originali diciotto scuole,
che formavano il così detto "Piccolo Veicolo" (Hinayana), oggi
rimane attiva solo la scuola Theravada, che si è prevalentemente
diffusa in Sri Lanka, Tailandia, Birmania, Cambogia e Laos.
All'incirca nel I secolo a.C. nacquero le tradizioni del "Grande
Veicolo" (Mahayana), in cui vi è grande enfasi della figura del
Bodhisattva, colui che dedica tutte le sue realizzazioni spirituali
e le sue azioni alla liberazione della sofferenza di tutti gli
esseri. Al "Grande Veicolo" appartengono le tradizioni Ch'an
(pronuncia Cian) sviluppatesi in Cina, Vietnam e Corea, le altre
scuole cinesi (Terra Pura, Tientai, ecc.), le scuole giapponesi
(Zen, Nichiren, ecc.), nonché le scuole della tradizione Vajrayana
(Via del Diamante, pronuncia vagiaraiana) diffuse in Tibet, Mongolia
ed alcune regioni dell'attuale Russia. |
| La tradizione Vajrayana del Tibet
è particolarmente nota anche a causa delle vicende politiche ed
umanitarie legate all'invasione del Tibet da parte della Cina,
avvenuta tra il 1950 ed il 1960. |
| Le quattro nobili verità |
| Duhkha: la sofferenza. - Nella
vita c'è il dolore, esso è associato alla malattia, alla vecchiaia,
alla morte ed alla nascita; alle condizioni di nascita
.all’educazione, dal non ottenere quello che vogliamo. In breve si
soffre perché non ci si rende conto che tutto è destinato a finire.
|
| Samudaya: le cause della
sofferenza - la sofferenza non è colpa del mondo, né del fato o di
una divinità; né avviene per caso. Ha origine dentro di noi, dalla
ricerca della felicità in ciò che è transitorio, spinti dal
desiderio (trsna, in pali: tanha o "brama") per ciò che non è
sodisfacente. |
| La sofferenza si manifesta nelle
tre forme di "kamatrsna" o desiderio di oggetti sensuali; "bhavatrsna"
o desiderio di essere; "vibhavatrsna" o desiderio di non essere.
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| Nirodha: cessazione della
sofferenza . |
| Per conoscere la fine della
sofferenza occorre lasciare andare trsna, l'attaccamento alle cose e
alle persone, alla scala di valori ingannevole per cui ciò che è
provvisorio è maggiormente desiderabile. |
| Marga: liberazione dalla
sofferenza - la strada da intraprendere per avvicinarsi al nirvana.
Esso è detto il nobile ottuplice sentiero che conduce alla
consapevolezza che ( il nirvana e il samsara sono la stessa cosa ) |
| Impermanenza ( niente è
permanente) |
| Vi sono molti modi per una vita
umana di concludersi prima di morire di vecchiaia. Una lampada a
olio consiste in un contenitore con dell’olio e uno stoppino. Quando
la lampada è piena fino all’orlo e lo stoppino non è ancora acceso,
ciò corrisponde alla situazione di una persona non ancora nata. Una
lampada che ha esaurito completamente il carburante corrisponde ad
una persona morta di vecchiaia. |
Tra queste due condizioni vi è un
enorme numero di possibilità.
Vi sono infatti molte più condizioni che possono causare la morte di
quante possano sostenere la vita. |
La nostra vita può essere
paragonata ad una goccia di rugiada sull’erba: è molto fragile e
appena spunta il sole evapora.
La vita è preziosa non solo perché è così difficile da ottenere, ma
anche perché è così facile perderla. Il corpo umano ha molte
possibilità, ma una è certa: la morte. Incerto è, tuttavia, l’esatto
momento in cui verrà. Non segue alcuna regola. I bambini non
necessariamente sopravvivono ai loro genitori. |
Gli insegnanti non
necessariamente muoiono prima dei loro allievi.
Anche se la gente oggi apprende questo dalla propria esperienza,
sembra ancora pensare che sia normale per i bimbi vivere più a lungo
dei genitori. |
Tuttavia se ci diamo uno sguardo
attorno e consideriamo la nostra esperienza, concluderemo che tutto
ciò non è predeterminato.
Sebbene una persona abbia la fortuna di essere ancora viva, non è
affatto scontato che debba continuare ad esserlo. Il momento della
propria morte può giungere a qualsiasi ora. |
Ecco il problema della vita: è
così facile da perdere, facile da distruggere.
Al momento della morte ciascuno è comunque solo per quanto possa
essere legato alla propria famiglia, per quanti fratelli e sorelle
possa avere, per quanti cari e veri amici possieda. Essi non possono
accompagnarci a volte neppure sostenerci nel momento della morte.
|
| Anche le cose materiali che
sembrano così importanti, per quanto denaro avremo accantonato, per
quanto grande e bella possa essere la nostra casa o la nostra auto,
non potremo portare nulla di tutto ciò con noi alla morte. |
Ciò avviene anche per ciò che
abbiamo di più intimo e caro, il nostro corpo. La nostra ombra ci ha
accompagnato attraverso l’intera vita. Non dovevamo portarla con
noi, né preoccuparci che ci fosse o non ci fosse: c’era,
automaticamente. Ma persino la nostra ombra non ci accompagnerà in
punto di morte.
La sola cosa che realmente conterà al momento della morte sono le
impressioni che abbiamo raccolto nella nostra mente e coltivate
nella nostra vita . |
| Entrambe le impressioni positive
e negative ci accompagneranno, che lo vogliamo o no. Non è possibile
trattenere solo le sensazioni positive e lasciare quelle fastidiose
dietro di noi. |
| Queste impressioni determineranno
lo stato della mente. dunque determineranno la nostra esperienza
della morte e il tempo seguente. |
Se avremo accumulato molte
esperienze positive nella mente, sperimenteremo l’effetto
appropriato.
Sperimenteremo una grande gioia e non incontreremo la sofferenza
collegata alle attitudini negative. Tuttavia, se le impressioni
negative sono maggiori nella nostra mente, esse segneranno la nostra
esperienza che sarà di dolore e sofferenza.
Dobbiamo esserne consapevoli: nulla può aiutarci per la nostra morte
e ciò che segue, se non ciò che abbiamo vissuto. |
| Dharma |
| Ogni pratica del Dharma (
filosofia di vita ) è preceduta da alcune preparazioni che
rappresentano le solide basi per una pratica corretta. |
Tali preparazioni si dividono in
due categorie: le preparazioni generali e quelle speciali.
I "quattro pensieri che guidano la mente fuori dal samsara"
appartengono alle preparazioni generali o ordinarie.
Che cosa significa orientare la mente fuori dal samsara ? Significa
liberare se stessi da ogni attaccamento alla vita nei tre regni
inferiori i del samsara. |
| I quattro pensieri, le quattro
preparazioni generali, ci permettono di sviluppare questa libertà,
riflettendo sulla preziosa esistenza umana, sull’impermanenza, sul
Karma (o causa) e sulle sofferenze del samsara. |
| Il prezioso corpo umano |
Si parla di "prezioso corpo
umano" riferendosi alla preziosità dell’umana esistenza, che è molto
difficile da ottenere. Essa ha un grande valore in quanto è dotata
di alcune libertà e abilità. La sua preziosità è definita da tre
aspetti: paragonata alla situazione più ampia, ad un aspetto
quantitativo e attraverso analogie.
Il primo di questi aspetti descrive le così dette "libertà" che
caratterizzano la preziosa esistenza umana. Avere un’esistenza umana
ha un grande valore perché significa aver evitato altre forme di
rinascita che ci porterebbero di fronte a situazioni completamente
diverse da quelle del regno umano. |
| Immaginate che un piccolo anello
galleggi sull’oceano e che sul fondo dell’oceano viva una
particolare tartaruga che salga per un attimo in superficie una
volta ogni cento anni. |
| La probabilità che il suo capo
infili l’anello galleggiante è davvero minima, eppure è molto più
grande della possibilità di ottenere un prezioso corpo umano. |
| Queste sono le otto possibili
forme di esistenza: |
1. Nascita nello stato di
paranoia, dove si hanno continue esperienze di sofferenza per
insopportabile gelo o calore.
2. Nascita nel regno degli spiriti famelici dove si soffrono
ininterrottamente la fame e la sete.
3. Nascita nel regno animale, dove si viene costantemente cacciati o
sfruttati, dove ci si sbrana a vicenda o si viene maltrattati.
4. Nascite in luoghi (terre) non civilizzate, dove non vi è alcuna
possibilità di apprendere nulla che orienti ad un sentiero positivo
5. Nascita come un essere divino, precisamente un essere divino con
una vita assai lunga. Per conseguenza di precedenti azioni positive
un dio longevo sperimenta felicità e gioia nel corso della sua vita.
Sebbene ciò sia l’esito di un buon karma, in questo modo anche tale
opportunità si esaurirà. Dopo le loro lunghe vite questi déi
rinascono in stati necessariamente inferiori e dolorosi.
6. Nascita in un essere mentalmente disabile, dove è impossibile
comprendere il significato del Dharma e tantomeno praticarlo.
7. Vita con una costante visione scorretta che porta ad accumulare
azioni negative e di conseguenza cause di sofferenza futura.
8. Nascita in un periodo in cui nessun Buddha si è incarnato e non
vi sono insegnamenti , quindi non si possono ricevere aiuti per
liberare sé stessi dalle sofferenze . |
| In queste otto forme di esistenza
non si sperimenta altro che sofferenza. Non si sperimenta libertà
non avendo possibilità di praticare il Dharma. |
| Possedere un prezioso corpo umano
non significa solo avere evitato questi stati dolorosi di esistenza,
ma anche avere a disposizione alcune abilità. |
| Ecco descritti dieci aspetti
di cui cinque ci riguardano direttamente. |
• Avere un corpo umano
• Essere nati in una regione dove gli insegnamenti dei Buddha siano
accessibili
• Avere sani organi sensoriali
• Non avere visioni errate
• Avere una naturale fiducia nel Dharma |
| Gli altri cinque aspetti
riguardano maggiormente l’ambiente e la situazione esterna: |
• Essere nati in un’epoca in cui
un Buddha si è manifestato
• Tale Buddha ha scelto di trasmettere degli insegnamenti; non
necessariamente tutti i Buddha lo fanno.
• Tali insegnamenti, benché antichi, sono stati preservati e tuttora
resi accessibili
• Comprendere e praticare tali insegnamenti (un aspetto personale
anche se elencato tra gli esterni): ci si può trovare anche
nell’eccellente situazione descritta, ma, senza praticare,
l’accedere agli insegnamenti non produce nulla di buono.
• Avere un cuore buono ed una naturale disposizione amorevole verso
gli altri esseri; ancora un aspetto personale. |
| Queste otto libertà e dieci
opportunità costituiscono le diciotto condizioni che, se si
realizzano tutte insieme, rappresentano un "prezioso corpo umano".
Se una di queste condizioni viene perduta, non si può parlare di
"esistenza preziosa". |
| Tutti noi abbiamo avuto una
nascita definibile "preziosa". Ciò non è facile da ottenere, anzi è
estremamente difficile perciò è possibile che ciò sia l’esito
dell’aver accumulato un enorme potenziale positivo e un ottimo karma
nelle vite precedenti. |
Soprattutto c’è una causa che ci
consente di essere rinati in circostanze così preziose: è l’aderire
ad una condotta etica.
Da un lato, la condotta etica ha a che fare con i vari gruppi di
voti che prendiamo nella via verso la liberazione individuale.
Dall’altro ha a che fare con l’evitare le dieci azioni negative. |
Comunque la definiamo,
l’attitudine alla condotta etica è la causa diretta che ci fa
ottenere la preziosa esistenza umana.
Vi sono immagini che descrivono la difficoltà di ottenere la
preziosa esistenza umana. Immaginiamo, ad esempio, una casa di vetro
con pareti completamente lisce. |
| Se qualcuno lanciasse dei piselli
crudi sulle pareti di vetro, la maggior parte di essi rimbalzerebbe
cadendo a terra. E’ assolutamente improbabile che un pisello si
attacchi al vetro; ma continuando a lanciare, prima o poi uno vi si
attaccherà. La probabilità di ottenere un prezioso corpo umano è di
molto inferiore di quella che un pisello si attacchi. |
| Oppure immaginate che un piccolo
anello galleggi sull’oceano e che sul fondo dell’oceano viva una
particolare tartaruga che salga per un attimo in superficie una
volta ogni cento anni. La probabilità che il suo capo infili
l’anello galleggiante è davvero minima, eppure è molto più grande
della possibilità di ottenere un prezioso corpo umano. |
| Immaginiamo, per esempio, un
mucchio di erba secca grande come una montagna. Se a questa catasta
fosse appiccata anche la più piccola scintilla, l’intero mucchio di
erba andrebbe in fiamme. |
Allo stesso modo, anche la più piccola azione negativa può avere un
effetto assolutamente distruttivo. Ciò avviene anche per le azioni
utili. Non si deve mai pensare che una piccola buona azione non
abbia valore e quindi non fare lo sforzo di compierla.
Si può descrivere il valore e la rarità di un’esistenza umana
paragonandola al grande numero delle diverse forme di esistenza. Per
esempio è facilmente calcolabile il numero di persone che vivono in
una nazione, mentre se cercheremo di contare quanti insetti vivono
in un piccolo pezzo di terreno, sarà praticamente impossibile. |
Tutti noi qui siamo nati in circostanze che rendono la nostra vita
umana estremamente preziosa.
Dovremmo ricordare che abbiamo questa preziosa esistenza perché
abbiamo accumulato un grande potenziale positivo e purificato le
nostre menti da molti veli oscuratori. |
| Proprio ora stiamo godendo i risultati di tutto questo, ma è
importante usare questi esiti nel modo migliore e più sensibile
possibile, altrimenti li staremo soltanto sprecando. Sarebbe come
avere intrapreso un viaggio unicamente per procurarci qualcosa e
tornassimo invece a mani vuote; o come se portassimo un secchio
vuoto per raccogliere dell’acqua e tornassimo con il secchio ancora
vuoto. In entrambi i casi un viaggio sprecato. |
Dobbiamo inoltre impegnarci per ottenere il massimo dalla nostra
fortunata situazione e non disperderla inutilmente.
Riempire la propria vita di significato significa praticare il
Dharma e tutti i diversi metodi che il Buddha insegnò. I Buddha
trasmisero un numero così grande di metodi che non è possibile ad
una persona praticarli tutti. Perciò ciascuno dovrà praticare i
metodi che corrispondono alle proprie capacità. |
| Dharma |
| La parola viene dalla radice "dhr", sostenere: "dharanat dharmam ity
ahuh": ciò è il principio che supporta tutto, che opera per
l'integrità e l'armonia. La parola vuol dire letteralmente "ciò che
tiene insieme" o "sostiene un essere"; include la religione, ma è
molto di più: ogni azione, pensiero o discorso che sottindende una
crescita e promuove l'armonia è parte del dharma |
| Praticare il Dharma nel modo migliore significa praticare come
Milarepa ed allontanarsi da tutti gli interessi mondani. |
| Nel mondo di oggi, tuttavia, vi sono solo poche persone in grado di
praticare il Dharma a questo livello. Se non si è capaci di
praticare in questo modo, si dovrebbe decidere di praticare secondo
i propri limiti personali. |
| Ciascuno dovrebbe fare quanto più gli è possibile. Ciò vale per
ognuna delle nostre pratiche – meditazione, accumulo di meriti,
pratiche di purificazione e, naturalmente, le pratiche preliminari. |
| Il modo per accumulare
costantemente meriti positivi consiste nel
fare offerte ai Buddha.
Quando ciò non è possibile, si può sempre offrire acqua pura. si
possono offrire fiori. Oppure, con una mente colma di devozione,
possiamo immaginare dei fiori e offrirli ai Buddha. |
| Con la mente si possono offrire tutti i fiori che vediamo durante il
giorno. |
| Facendo offerte ai Buddha in qualsiasi forma possibile, si
accumulano impressioni positive nella propria mente. |
Prendetevi il tempo per studiare il Dharma e per praticare.
Non scoraggiatevi mai nella vostra pratica del Dharma.
Un’altra possibilità è essere generosi con il Sangha. Dobbiamo
essere generosi e sostenere il Sangha ( compagni di ricerca
spirituale ) con una mente piena di rispetto. |
La terza possibilità consiste nell’essere generosi con tutti gli
esseri senzienti, fare tutto ciò che ci è possibile per aiutarli.
Per esempio, passando vicino ad un animale assetato, si può dargli
dell’acqua.
Tutti questi diversi esempi mostrano come sia sempre possibile
praticare azioni utili e meritevoli a diversi livelli. così da
rafforzare il proprio potenziale positivo e distruggere la
negatività che opprime la mente. |
| Per ciò che distingue le azioni virtuose da quelle nocive, non si
deve pensare che devono essere evitate le azioni gravemente
negative, senza preoccuparsi di quelle lievemente nocive. Un’azione
negativa, poco o tanto che sia, è sempre negativa e produrrà
difficoltà e sofferenza. L’esito sarà sempre negativo perché
corrisponde all’azione originale. |
| Perciò non ci si deve concentrare soltanto nell’evitare le gravi
azioni negative, ma si devono prendere le distanze anche da quelle
piccole azioni in cui ci si imbatte così facilmente. |
| Immaginiamo, per esempio, un mucchio di erba secca grande come una
montagna. Se a questa catasta fosse appiccata anche la più piccola
scintilla, l’intero mucchio di erba andrebbe in fiamme.
Allo stesso modo, anche la più piccola azione negativa può avere un
effetto assolutamente distruttivo. Ciò avviene anche per le azioni
utili. Non si deve mai pensare che una piccola buona azione non
abbia valore e quindi non fare lo sforzo di compierla. |
| E’ facile assumere questa visione. Si pensa di non essere in grado
di compiere azioni positive ad un livello significativo e così non
ci si prova nemmeno. Ma un’azione positiva produrrà sempre un
effetto corrispondente e ciascuno deve fare ciò che gli è possibile
al proprio livello.Relativamente alla pratica ; Ognuno deve
praticare quanto può, di qualunque quantità sia capace. |
| Impermanenza |
Il secondo dei quattro pensieri tratta dell’impermanenza. Vi sono
molti modi per una vita umana di concludersi prima di morire di
vecchiaia. Una lampada a olio consiste in un contenitore con
dell’olio e uno stoppino. Quando la lampada è piena fino all’orlo e
lo stoppino non è ancora acceso, ciò corrisponde alla situazione di
una persona non ancora nata. Una lampada che ha esaurito
completamente il carburante corrisponde ad una persona morta di
vecchiaia.
Tra queste due condizioni vi è un enorme numero di possibilità. Vi
sono infatti molte più condizioni che possono causare la morte di
quante possano sostenere la vita. La nostra vita può essere
paragonata ad una goccia di rugiada sull’erba: è molto fragile e
appena spunta il sole evapora. |
La vita è preziosa non solo perché è così difficile da ottenere, ma
anche perché è così facile perderla. Il corpo umano ha molte
possibilità, ma una è certa: la morte. Incerto è, tuttavia, l’esatto
momento in cui verrà. Non segue alcuna regola. I bambini non
necessariamente sopravvivono ai loro genitori.
Gli insegnanti non necessariamente muoiono prima dei loro allievi.
Anche se la gente oggi apprende questo dalla propria esperienza,
sembra ancora pensare che sia normale per i bimbi vivere più a lungo
dei genitori. Tuttavia se ci diamo uno sguardo attorno e
consideriamo la nostra esperienza, concluderemo che tutto ciò non è
predeterminato.
Sebbene una persona abbia la fortuna di essere ancora viva, non è
affatto scontato che debba continuare ad esserlo. Il momento della
propria morte può giungere a qualsiasi ora.Ecco il problema della
vita: è così facile da perdere, facile da distruggere. |
| La morte |
| Al momento della morte ciascuno è comunque solo per quanto possa
essere legato alla propria famiglia, per quanti fratelli e sorelle
possa avere, per quanti cari e veri amici possieda. Essi non possono
accompagnarci a volte neppure sostenerci nel momento della morte.
Anche le cose materiali che sembrano così importanti, per quanto
denaro avremo accantonato, per quanto grande e bella possa essere la
nostra casa o la nostra auto, non potremo portare nulla di tutto ciò
con noi alla morte. |
Ciò avviene anche per ciò che abbiamo di più intimo e caro, il
nostro corpo. La nostra ombra ci ha accompagnato attraverso l’intera
vita. Non dovevamo portarla con noi, né preoccuparci che ci fosse o
non ci fosse: c’era, automaticamente. Ma persino la nostra ombra non
ci accompagnerà in punto di morte.
La sola cosa che realmente conterà al momento della morte sono le
impressioni che abbiamo raccolto nella nostra mente e coltivate
nella nostra vita . Entrambe le impressioni positive e negative ci
accompagneranno, che lo vogliamo o no. Non è possibile trattenere
solo le sensazioni positive e lasciare quelle fastidiose dietro di
noi. Queste impressioni determineranno lo stato della mente. dunque
determineranno la nostra esperienza della morte e il tempo seguente. |
Se avremo accumulato molte esperienze positive nella mente,
sperimenteremo l’effetto appropriato.
Sperimenteremo una grande gioia e non incontreremo la sofferenza
collegata alle attitudini negative. Tuttavia, se le impressioni
negative sono maggiori nella nostra mente, esse segneranno la nostra
esperienza che sarà di dolore e sofferenza. |
| Dobbiamo esserne consapevoli: nulla può aiutarci per la nostra morte
e ciò che segue, se non ciò che abbiamo vissuto. |
| Karma=Azione: causa ed effetto |
| “ Se vuoi sapere
chi eri nelle tue vite passate, guarda le condizioni della tua vita
presente. Se vuoi sapere chi sarai nella prossima vita, guarda il
tuo stato mentale di questo momento." |
| ”Il perno centrale
della filosofia Buddista si trova nel concetto di Karma quindi
reincarnazione. Purtroppo tali concetti non sono facilmente
provabili e la spiegazione di tutto il resto potrebbe risultare
inutile se una persona dai credo materiali non metta almeno
all’inizio una fiducia in questa teoria/verità.Come quando sentiamo
parlare dell’esistenza della Nuova Zelanda e non essendoci mai stati
affidiamo la nostra credulità alle testimonianze altrui, ai libri,
alle foto ed ai video similmente dovremmo cercare di capire concetti
a noi sconosciuti, soprattutto quando portati avanti da popolazioni
millenarie che per ere infinite hanno impegnato corpo e mente nella
ricerca del perché delle cose.Esattamente come si sorprende
l’europeo quando sente parlare di telepatia si stupisce il Santo
indiano quando sente parlare di comunicazione satellitare. |
Karma, in sanscrito,
significa ”azione”. Azione fisica o mentale. Karma può anche essere
tradotto come “seme” .
Nella frase “tutto torna” troviamo l’azione. Nella frase
“raccoglierai ciò che hai seminato” troviamo il seme |
Il karma ha a che fare con la causalità.
Un’azione precisa conduce ad un preciso risultato. Un gesto positivo
porterà ad un esito di natura positiva, quindi, un’esperienza di
felicità e gioia. |
D’altro canto, un’azione negativa avrà inevitabilmente un esito
doloroso. Certamente causerà sofferenza. Ciò avviene da sé, perché
l’effetto corrisponde inevitabilmente alla natura della causa. Per
esempio se pianti un seme, da esso nascerà una certa specie di
pianta. Da un seme di riso, crescerà una pianta di riso e nessun’altra
specie.
Per questo è così importante essere attenti e fare tutto il meglio
possibile per i gesti apparentemente insignificanti, per rafforzare
il comportamento positivo. |
| Le tendenze dominanti nella nostra mente saranno le prime a dare
frutti. Se sono caratterizzate da generi di comportamento negativi,
per primo sperimenteremo questa negatività ed essa dominerà la
nostra vita. Proveremo pena e non saremo felici. Ciò esacerberà i
nostri problemi perché non sapremo cavarcela bene nella vita e
avremo ancora più preoccupazioni. |
Se, al contrario, rafforzeremo un comportamento positivo e utile, la
nostra gioia e il nostro benessere cresceranno e diverranno
l’esperienza prevalente, creando impronte mentali positive.
Ciò accresce la nostra capacità di rafforzare un comportamento
positivo.
I quattro pensieri non furono semplicemente inventati da qualcuno
per illudere o ingannare. Sono autentici, totalmente veri e furono
concepiti dal Buddha Shakyamuni. |
| Il Buddha diede questi insegnamenti provenienti dalla sua saggezza
onnisciente, dalla sua amorevole dolcezza e dalla sua eccezionale
capacità. |
| Ognuno ha forti turbamenti nella propria mente, tra i quali i più
dannosi sono l’attaccamento, la rabbia e l’ignoranza. |
Sulla base di queste emozioni
perturbatrici, sorgono poi un’infinita quantità di altre emozioni
disturbanti nella mente. Esse influenzano le nostre azioni e
conducono a molte altre attività negative.
Nella situazione attuale le emozioni perturbatrici sono dominanti e
producono attività fisiche, verbali e mentali attraverso cui
accumuliamo karma negativo. |
| Parlando in generale, esistono
molte attività negative, ma esse si dividono in diverse categorie.
Tre hanno a che fare con il corpo: uccidere, rubare e causare
sofferenza sessuale. Quattro concernono la nostra parola: la
menzogna, la maldicenza, parole di discordia, discorsi oziosi.
|
Le tre azioni negative
della
mente sono la malevolenza, l’invidia ed il coltivare convinzioni
errate.
Queste dieci azioni negative devono essere evitate ad ogni costo.
Nel contempo, ci si deve impegnare all’opposto in dieci
atteggiamenti positivi che siano il contrario dei precedenti.
Ci sono cinque azioni negative che procurano la maggior quantità di
negatività. Sono definite come "le cinque azioni terribilmente
dannose", esse sono: |
1. uccidere il proprio padre
2. uccidere la propria madre,
3. uccidere un Arhat
4. danneggiare fisicamente un Buddha o chi lo rappresenti, come il
proprio insegnante – ciò si riferisce anche alla distruzione di
rappresentazioni del Buddha e
5. dividere il Sangha (portare scompiglio fra compagni ) |
| Compiere una di queste azioni
significa accumulare un karma estremamente negativo. L’effetto di
queste azioni si manifesta immediatamente dopo la morte, senza uno
spazio intermedio. Come conseguenza di ciò ci si ritrova in uno
stato di paranoia. E’ per questo che tali azioni vengono definite "
le cinque azioni con cui non vi è uno stato intermedio". |
| Vi sono altre cinque azioni
molto simili a queste: |
1. distruggere una costruzione
sacra,
2. uccidere un "normale" Bodhisattva che non ha ancora raggiunto un
livello di realizzazione
3. uccidere il proprio lama
4. intraprendere relazioni sessuali con un Arhat realizzato
5. rubare ai tre Gioielli, Buddha, Dharma, Sangha – per esempio
sottrarre un’offerta. |
| In generale le azioni negative
non hanno la minima buona qualità, sono semplicemente dannose.
Tuttavia il Buddha disse che le azioni negative hanno un risvolto
positivo: la possibilità di purificarsi dalla negatività che si è
generata. |
Tale purificazione è realizzabile
attraverso i cosiddetti "quattro poteri": pentimento per l’azione
compiuta, fare ammenda degli effetti dannosi, risoluzione a non
ripeterla, rinnovare la presa di rifugio nei Tre Gioielli.
Anche con i quattro poteri è molto difficile rimuovere le
impressioni negative generate dalle cinque azioni estremamente
dannose. |
| E’ altrettanto difficile trattare
con le impressioni negative quando non si ha nessuna fiducia nel Tre
Gioielli e ci si aggrappa a false visioni. |
| La natura di sofferenza del
samsara |
A causa del nostro karma (
Azioni) che porta a maturare certe esperienze, il ciclo
dell’esistenza condizionata continua a girare. Questo è il samsara.
Le Azioni si sommano e le esperienze si manifestano.
Quando le azioni positive sono predominanti si sperimenta un esito
più o meno gioioso. Quando prevalgono le azioni negative, si
sperimenterà soprattutto sofferenza. |
In questo modo, all’interno del
samsara si distinguono sei diversi stati di esperienza : regno
infernale, degli spiriti famelici, esistenza animale, esistenza
umana,semidivina deva- e divina.
In queste situazioni non si trova altro che sofferenza. Il samsara è
nient’altro che sofferenza perché è l’esito delle azioni accumulate.
|
Diamo un rapido sguardo a questi
sei stati per comprendere cosa significa vivere in ciascuno di essi.
Lo stato di paranoia non è solo un regno dove si può nascere. E’ la
definizione dello stato della mente divisa in diversi sotto-regni.
Vi sono, ad esempio, diciotto differenti regni infernali. In otto di
questi gli esseri soffrono soprattutto per l’intenso calore, e in
altri soffrono invece per il grande gelo. |
Vi sono altri due regni infernali
simili a questi per un totale di diciotto. In tutti questi stati non
si sperimenta altro che calore e gelo.
Si può pensare che nel regno della paranoia vi sia la maggior
sofferenza, ma che negli altri stati non sia così male. Dovremmo
allora dare uno sguardo al mondo degli spiriti. |
| Gli "spiriti famelici"
nati in questi regni soffrono enormemente la fame e la sete. In una
descrizione di questi mondi si dice che per cento anni uno spirito
famelico non ode neppure una volta la parola "cibo" o "acqua" e non
ha alcuna possibilità di ottenerli. Gli spiriti famelici vengono
descritti con lo stomaco grande come una montagna e bocche sottili
come un capello. |
E’ assolutamente impossibile per
loro avere nutrimento per saziare la propria fame e la propria sete.
Quand’anche essi trovino cibo o acqua, nel momento in cui stanno per
bere o per mangiare, il nutrimento si trasforma in qualcosa di
repellente come sangue o pus.
Questa è la loro costante esperienza. |
| Si potrebbe ancora una volta
pensare che le cose non siano così tremende nel mondo Animale.
Tuttavia, dandoci uno sguardo, ci si trova solo sofferenza: E’
semplice vedere quanto soffrono gli animali nell’acqua e sulla
terra, come vengano continuamente cacciati e sfruttati. |
| Questi regni vengono definiti i
tre regni "inferiori" perché in essi la sofferenza è predominante e
di natura brutale. Ma del resto non troviamo altro che sofferenza
nei cosiddetti regni "superiori". |
| Per esempio il problema dominante
per gli asura o esseri semidivini è la gelosia. Essi vedono la
piacevole condizione degli dei e ne sono gelosi perché la loro
esperienza a confronto impallidisce. Perciò essi sono continuamente
in lotta contro gli dei, ma non vincono mai. Sono eternamente
perdenti e continuamente gelosi. Questa è la condizione che essi
patiscono. |
| Eppure anche i veri esseri divini
soffrono. Sebbene abbiano molto piacere durante le loro vite, essi
sperimentano molta sofferenza prima della morte poiché divengono
consapevoli di morire sette giorni prima. |
| Sette giorni in un regno divino
sono paragonabili a sette anni umani. Gli dei vedono dove
rinasceranno e, poiché hanno esaurito il loro buon karma, essi
cadranno nei regni inferiori. Nel processo di decadimento che
precede la loro morte, riconoscono alcuni segni. Per esempio i fiori
che adornano i loro corpi cominciano ad avvizzire ed i loro corpi
hanno un cattivo odore. Così la sofferenza regna anche nel mondo
degli dei. |
Infine nel regno umano si
sperimenta la sofferenza della nascita, della vecchiaia, della
malattia e della morte.
Dunque, a qualunque regno di esistenza si pensi, scopriremo che la
sofferenza e l’illusione sono uniche e medesime. Si può paragonare
il samsara al restare seduti su di un ago. Non vi è un solo istante
privo di sofferenza. |
| I quattro pensieri che orientano
la mente fuori dal samsara sono per noi molto importanti. Molti
maestri antichi dissero: "le quattro pratiche preliminari sono più
profonde delle pratiche principali". Per il proprio sviluppo nel
Dharma la pratica è estremamente importante per avere il tempo di
realizzare una comprensione di queste visioni fondamentali. |
| Dopo che si è passati attraverso
ogni particolare e compreso le spiegazioni del "prezioso corpo
umano" lo si può totalmente apprezzare. Poi si va oltre con l’impermanenza.
Dopo avere considerato attentamente si comprende naturalmente come
il karma funziona, come il samsara agisce e qual è la sofferenza
sperimentata nei diversi stati di esistenza. |
| Quando si sono sviluppate queste
visioni fondamentali, si possiede un solido fondamento su cui
costruire la successiva pratica del Dharma e cioè "le quattro
speciali pratiche preliminari" – prostrazioni, Mente di Diamante,
l’offerta del Mandala e il Guru Yoga. |
| Sopra questa solida base si può
essere in grado di far sorgere la realizzazione. Se non dedicassimo
il tempo necessario a costruire fondamenta potenti, sarebbe
difficile raggiungere i risultati desiderati di tutte queste
pratiche. E’ come la costruzione di un edificio: senza buone
fondamenta la casa potrebbe facilmente crollare. |
| Molto c’è ancora da spiegare a
questo proposito, ma vi chiedo di conservare nella vostra mente ciò
che è stato detto. Essere nel samsara significa sofferenza. Dobbiamo
tuttavia essere lieti di avere avuto il karma per rinascere con un
prezioso corpo umano. |
E’ una situazione fortunata
perché abbiamo le splendide opportunità che non si trovano negli
altri regni dell’esistenza.
Abbiamo un certo grado di libertà in quanto siamo in grado di
discriminare tra azioni buone e dannose. Siamo in grado di
abbandonare la negatività e concentrarci sulle azioni positive. Se
praticheremo un’attitudine proficua in questa vita, potremo
raggiungere lo stato di liberazione dal samsara. |
Se, al contrario, non ci
impegneremo in azioni positive o nella pratica del Dharma e
continueremo ad agire negativamente, otterremo il risultato
corrispondente e non saremo in grado di affrancarci dal samsara.
Continueremo con l’eterno ciclo delle rinascite in uno stato di
esistenza o nell’altro. |
Per questa ragione dobbiamo
veramente essere consapevoli della grande opportunità qui e ora e
fare tutto il nostro meglio per usarla finché possiamo. Prendetevi
il tempo per studiare il Dharma e per praticare. Ciò è utile ed io
desidero incoraggiarvi a continuare a farlo.
Non scoraggiatevi mai nella vostra pratica del Dharma. |
|
sintesi tratta da
insegnamenti Buddisti della via del Diamante di Lopon Tsechu |
| Prendere Rifugio nei tre
gioielli , Budda ,Dharma, Shanga |
| Motivazione della presa di
rifugio, esterno e interno |
1. veicolo mondano - Lokayana -
aspirare ad una rinascita migliore
2. veicolo della rinuncia - Hinayana - aspirare alla liberazione dal
samsara
3. veicolo della bodhicitta - Mahayana - aspirare all'illuminazione
per il beneficio di tutti gli esseri |
| Samsara (pali, sanscr.) |
| Trascritto anche sangsara. Lett.:
"percorrimento" del flusso del divenire. Il mondo del flusso, del
mutamento e dell’incessante divenire in cui viviamo. Vita quotidiana
e rinascita dopo rinascita . Nel Buddhismo è il campo della
liberazione dal suo carico di limiti non ve n’è altro. |
| Nello stesso mondo in cui i "tre
fuochi" dell’odio, della desiderio e dell’illusione sono tenuti in
vita dal desiderio egoistico dell’uomo, va cercata la liberazione
dalla Ruota del Divenire, sulla quale, legati da noi stessi, ci
rivolgiamo vita dopo vita [ momento dopo momento ]. |
| Il fine del Nobile Ottuplice
Sentiero è di permettere il distacco dalla Ruota e l’entrata nello
stato del Nirvana. |
| Nella scuola Mahayana
si insegna
che questa fuga è impossibile, perché Samsara e Nirvana sono due
aspetti di una sola Realtà; essi sono un aspetto inseparabile e
duplice del Non-dualismo assoluto. |
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